Il sensibile riscaldamento delle acque superficiali dell’oceano Pacifico sta favorendo lo sviluppo di un nuovo pericoloso tifone diretto verso le Filippine
Sul Pacifico occidentale e sul mar delle Filippine la stagione dei tifoni è partita con largo anticipo sulla tabella di marcia, tanto da sfornare i primi mostri della stagione. Difatti, dopo il “landfall” del tifone “Noul” sull’isola filippina di Luzon, sopra le caldissime acque superficiali del Pacifico occidentale sta prendendo forma una nuova e pericolosa depressione tropicale, in sviluppo nel tratto di oceano poco a nord degli atolli della Micronesia.

Purtroppo ora si teme che questa nuova giovane depressione tropicale, transitando sopra una vasta fascia di acque calde, con valori prossimi ai +29°C +30°C che si estendono a grande profondità, in un’area con basso “Wind Shear”, possa rapidamente intensificarsi, trasformandosi rapidamente in un insidioso tifone di 2^ o 3^ categoria Saffir-Simpson, pronto a minacciare da vicino Guam e nel medio termine pure le Filippine, dove vi potrebbe arrivare allo status di super-tifone, addirittura con potenzialità elevate di toccare la 4^ o 5^ categoria Saffir-Simpson. L’ingente quantità di calore latente fornito dalle caldissime acque superficiali, nel tratto di oceano a nord della Micronesia e di Papua Nuova Guinea, fornirà un ottimo carburante per lo scoppio di una attività convettiva particolarmente profonda (capace di sfondare oltre i limiti della tropopausa) su tutti i lati della tempesta, comportando un notevole approfondimento del processo di “autoalimentazione” che potrebbe potenziare il sistema depressionario in un pericoloso super-tifone, diretto verso le Filippine.
Il proseguimento di questo processo, se non intervengono altri fattori esterni (aumento del “Wind Shear” e diminuzione delle temperature delle acque superficiali dell’oceano), formano il ciclone tropicale (tifone o uragano a seconda della collocazione geografica) che nasce solo quando l’energia liberata dalla condensazione del vapore nelle correnti ascendenti causa un ciclo di “autoalimentazione“ continuo che costruisce enormi bande nuvolose spiraliformi, pronte a dare la stura a piogge torrenziali. L’aria scaldandosi e salendo verso l‘alto incrementa la condensazione, mentre l’aria che fuoriesce dalla sommità del sistema, dopo aver perso tutto il suo originario contenuto di umidità nella formazione di imponenti nubi torreggianti, ridiscende verso la periferia del ciclone per riconvergere sotto forma di forti venti che spirano verso l’interno. Pur rimanendo relegato in mare aperto, questa tempesta trasformandosi in un nuovo insidioso tifone potrebbe rappresentare una significativa minaccia per diversi atolli della Micronesia, i quali venendo lambiti dalla profondissima circolazione ciclonica tropicale potrebbero essere colpiti dai forti venti, a tratti pure violenti.
In alcuni di questi piccoli atolli corallini, inoltre, si scateneranno anche dei diluvi, prodotti dal passaggio dei potenti “Clusters temporaleschi” più periferici, mentre il consistente moto ondoso sollevato dalla profonda circolazione depressionaria flagellerà le scogliere coralline dei singoli atolli, con ondate davvero imponenti. Non ci resta che monitorare molto attentamente la situazione, sperando che questa nuova tempesta possa scaricare gran parte del suo potenziale, in termine di venti violenti e piogge torrenziali, in pieno oceano, tenendosi a debita distanza dagli arcipelaghi più densamente abitati.