Dopo il “landfall” del tifone “Noul” sul Pacifico occidentale sta nascendo un nuovo pericoloso super-tifone che minaccia le Filippine

Il sensibile riscaldamento delle acque superficiali dell’oceano Pacifico sta favorendo lo sviluppo di un nuovo pericoloso tifone diretto verso le Filippine

Sul Pacifico occidentale e sul mar delle Filippine la stagione dei tifoni è partita con largo anticipo sulla tabella di marcia, tanto da sfornare i primi mostri della stagione. Difatti, dopo il “landfall” del tifone “Noul” sull’isola filippina di Luzon, sopra le caldissime acque superficiali del Pacifico occidentale sta prendendo forma una nuova e pericolosa depressione tropicale, in sviluppo nel tratto di oceano poco a nord degli atolli della Micronesia.

Noul_A2015128_0455_1kmQuesta depressione tropicale già dalle prossime ore, risucchiando ingenti quantitativi di calore latente dalla superficie oceanica, potrebbe intensificarsi in tempesta tropicale, passando nel raggio di 300 miglia dall’isola di Guam (amministrata dagli USA) in settimana come un tifone in intensificazione, e può costituire una seria minaccia nel medio termine per le Filippine. L’inizio precoce della stagione dei tifoni sul Pacifico occidentale è dovuto, in parte, a temperature oceaniche eccezionalmente calde nella regione, tra i 5°-10° nord, vicino alla linea di cambiamento data. Queste temperature sono state più di oltre i +2.0°C +2.5°C superiori rispetto alla media negli ultimi mesi, a causa di un rafforzamento dell’evento di “El Niño”.

Gli effetti del nuovo evento di “Nino” in fase di intensificazione lungo il bacino dell’oceano Pacifico

Purtroppo ora si teme che questa nuova giovane depressione tropicale, transitando sopra una vasta fascia di acque calde, con valori prossimi ai +29°C +30°C che si estendono a grande profondità, in un’area con basso “Wind Shear”, possa rapidamente intensificarsi, trasformandosi rapidamente in un insidioso tifone di 2^ o 3^ categoria Saffir-Simpson, pronto a minacciare da vicino Guam e nel medio termine pure le Filippine, dove vi potrebbe arrivare allo status di super-tifone, addirittura con potenzialità elevate di toccare la 4^ o 5^ categoria Saffir-Simpson. L’ingente quantità di calore latente fornito dalle caldissime acque superficiali, nel tratto di oceano a nord della Micronesia e di Papua Nuova Guinea, fornirà un ottimo carburante per lo scoppio di una attività convettiva particolarmente profonda (capace di sfondare oltre i limiti della tropopausa) su tutti i lati della tempesta, comportando un notevole approfondimento del processo di “autoalimentazione” che potrebbe potenziare il sistema depressionario in un pericoloso super-tifone, diretto verso le Filippine.

Muovendosi in un ambiente molto umido e caldo nei bassi strati, sotto la spinta dell’”easterly jet stream”, la tempesta potrà risucchiare un enorme quantità di vapore acqueo e calore latente che esacerberà la già intensa attività convettiva, presente attorno il nucleo centrale della tempesta, avviando il cosiddetto processo di “autoalimentazione” che viene a sua volta innescato dall’aumento della condensazione che instabilizza l’intera colonna d’aria presente dentro la circolazione ciclonica. L’incremento sensibile della condensazione libera del calore latente che fa sprofondare la pressione centrale, all’interno della circolazione depressionaria tropicale, fin sotto i 980 hpa.

Il tifone “Noul” poche ore prima del “landfall” sulle coste orientali dell’isola filippina di Luzon (credit NASA)

Il proseguimento di questo processo, se non intervengono altri fattori esterni (aumento del “Wind Shear” e diminuzione delle temperature delle acque superficiali dell’oceano), formano il ciclone tropicale (tifone o uragano a seconda della collocazione geografica) che nasce solo quando l’energia liberata dalla condensazione del vapore nelle correnti ascendenti causa un ciclo di “autoalimentazione“ continuo che costruisce enormi bande nuvolose spiraliformi, pronte a dare la stura a piogge torrenziali. L’aria scaldandosi e salendo verso l‘alto incrementa la condensazione, mentre l’aria che fuoriesce dalla sommità del sistema, dopo aver perso tutto il suo originario contenuto di umidità nella formazione di imponenti nubi torreggianti, ridiscende verso la periferia del ciclone per riconvergere sotto forma di forti venti che spirano verso l’interno. Pur rimanendo relegato in mare aperto, questa tempesta trasformandosi in un nuovo insidioso tifone potrebbe rappresentare una significativa minaccia per diversi atolli della Micronesia, i quali venendo lambiti dalla profondissima circolazione ciclonica tropicale potrebbero essere colpiti dai forti venti, a tratti pure violenti.

La circolazione ciclonica ben definita della nuova tempesta tropicale in fase di sviluppo sul Pacifico occidentale

In alcuni di questi piccoli atolli corallini, inoltre, si scateneranno anche dei diluvi, prodotti dal passaggio dei potenti “Clusters temporaleschi” più periferici, mentre il consistente moto ondoso sollevato dalla profonda circolazione depressionaria flagellerà le scogliere coralline dei singoli atolli, con ondate davvero imponenti. Non ci resta che monitorare molto attentamente la situazione, sperando che questa nuova tempesta possa scaricare gran parte del suo potenziale, in termine di venti violenti e piogge torrenziali, in pieno oceano, tenendosi a debita distanza dagli arcipelaghi più densamente abitati.