Lo fotografò per la prima volta, immortalando a raggi X la forma B idrata di cristalli del Dna, ottenendo le immagini più alta definizione che esistessero della struttura
Lo scienziato britannico Raymond Gosling, considerato “il quinto uomo” di ricercatori che fotografò il Dna per la prima volta e che sfiorò il Premio Nobel, è morto a Londra all’età di 89 anni. L’annuncio della scomparsa è stato pubblicato dalla stampa inglese a funerali avvenuti. Laureato in fisica e in medicina, Gosling lavorò con il futuro Nobel Maurice Wilkins sulla diffrazione a raggi X presso il King’s College di Londra, analizzando campioni di Dna preparati per idratazione ed estrazione in sottili filamenti, quindi fotografati in atmosfera ad idrogeno. Nel 1951, con l’arrivo di Rosalind Franklin al King’s College, Gosling collaborò con lei, realizzando le prime fotografie mediante diffrazione a raggi X della “forma B” idrata di cristalli di Dna.

Nei due anni successivi Gosling e Franklin lavorarono in stretta collaborazione per perfezionare la tecnica della fotografia con diffrazione a raggi X ed ottennero quelle che all’epoca erano le immagini a più alta definizione della struttura del Dna. Questo lavoro portò, nel 1963, al conferimento del Premio Nobel per la medicina a Francis Crick, James D. Watson e Maurice Wilkins. Gosling era coautore con la Franklin di una delle tre pubblicazioni presenti nel numero di “Nature” dell’aprile del 1953, ma lui non ottenne il Nobel come del resto neppure Franklin. In seguito, Gosling ha insegnato al Queen’s College, all’University of St Andrews e all’University of the West Indies. Rientrato in Gran Bretagna nel 1967, divenne professore presso la scuola di medicina del Guy’s Hospital di Londra e professore di fisica applicata presso la facoltà di medicina dell’Università di Londra. Qui ha contribuito alla scienza e alla tecnica medica sottostante all’emodinamica con lo sviluppo dell’ecografia Doppler vascolare nel gruppo di angiologia non invasiva.
