Capacità nata dall’esigenza di avere un sistema sicuro di evacuazione aeromedica che possa garantire la massima sicurezza del paziente, dei membri dell’equipaggio e del personale sanitario
L’aumento dei viaggiatori intercontinentali che possono essere esposti a malattie contagiose endemiche in determinate aree geografiche, l’emergenza o il ripresentarsi di malattie infettive altamente trasmissibili e l’impiego di contingenti militari in aree a rischio sanitario, ha determinato l’esigenza di avere un sistema sicuro di evacuazione aeromedica che possa garantire la massima sicurezza del paziente, dei membri dell’equipaggio e del personale sanitario. L’Aeronautica militare italiana ha sviluppato dal 2005 tale capacita’, come dimostrato ancor piu’ per il trasferimento di pazienti affetti dal virus ebola. L’Aeronautica ha acquisito sistemi specifici di produzione britannica. Medici ed infermieri della forza armata sono stati inviati presso l’Istituto di Malattie Infettive dell’esercito americano per la specifica formazione, cui sono seguite numerose esercitazioni e la certificazione dei velivoli destinati al trasporto. Ed oggi c’e’ un team di bio-contenimento attivato presso l’aeroporto di Pratica di Mare. E’ una squadra composta da un Capo Team – il medico responsabile -, un medico anestesista, almeno sei operatori tecnici di sanita’ ed una unita’ logistica. Il personale di queste unita’, nella misura di circa 30 elementi, viene periodicamente addestrato e formato attraverso corsi ed esercitazioni cui partecipano, vista la valenza e la specificita’ di tali attivita’, anche operatori del ministero della Salute. Gli ospedali di riferimento sul territorio nazionale ad alta competenza specialistica sono l’Istituto di Ricerca e Cura per le Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma e l’Ospedale ‘Luigi Sacco’ di Milano. La scelta di ricovero e destinazione del paziente e’ di competenza del ministero della Salute.
Il trasporto in biocontenimento prevede l’isolamento del paziente infettivo in specifici “isolatori” a pressione negativa ed il trasporto su velivoli appositamente allestiti. Gli isolatori in senso lato sono costituiti da un telaio (rigido o semi rigido), da un involucro in PVC che permette l’osservazione e trattamento del paziente in isolamento, da un motore alimentato a batterie che consente di mantenere all’interno una pressione negativa e da filtri ad alta efficienza che impediscono in entrata ed uscita il passaggio di microparticelle potenzialmente infette. Gli isolatori per il trasporto aeromedico in biocontenimento, detti ATI ed N36, sono certificati per i velivoli militari C-30J, C-27J e KC-767 ed e’ in corso l’iter di certificazione per l’AIRBUS A-319 CJ. Gli isolatori N36 sono certificati per gli elicotteri militari AB-212 e AW-139. Al momento e’ tecnicamente possibile effettuare il trasporto a lungo raggio di due pazienti sullo stesso velivolo con i sistemi ATI, ma si tratta di una eventualita’ remota, per la complessita’ del sistema e la disponibilita’ di personale specializzato. Dal mese di novembre e’ attivato presso l’aeroporto di Pratica di Mare un campo di isolamento temporaneo per la gestione di militari provenienti da aree a rischio ebola. Il campo definito “Castrum” e’ costituito da tenda in alto isolamento, alloggi per i contatti in sorveglianza sanitaria sino a 200 persone ed una stazione di decontaminazione per uomini e materiali. Nei primi mesi del 2015 si e’ tenuto il primo corso per la gestione ed il trasporto dei pazienti altamente infettivi a favore della Royal Netherlands Air Force, che ha manifestato l’intenzione di acquisire le competenze e le capacita’ necessarie per trasporto in alto biocontenimento.
