L’Israele si tinge di “verde” per l’Esposizione Universale: il suo padiglione richiama l’eccellenza del paese nell’agroalimentare e dei sistemi di irrigazione all’avanguardia studiati per combattere la desertificazione
Il cuore del padiglione è senza dubbio il campo agricolo verticale denominato green wall che fornisce una prospettiva rinnovata e unica sul metodo di produzione e di fornitura del cibo nel mondo. Composto di piastre modulari di coltivazione, tale elemento è in appoggio su una struttura metallica sopraelevata rispetto al terreno. Interamente realizzato con telai in acciaio opportunamente controventati, il padiglione presenta impalcati con lamiera grecata e pannelli in legno appoggiati su reticoli di travi.
I solai di copertura sono invece costituiti da pannelli sandwich coibentati e dal pacchetto di completamento per il tetto verde. Il fabbricato showroom ed il muro verticale hanno in comune la stessa struttura portante. La parete ha lunghezza complessiva di circa 68 m e larghezza variabile da 10,34 m a 14,87 m. L’altezza della copertura della zona espositiva è di 8,8 metri, mentre quella della parete verticale varia in funzione della sua inclinazione, raggiungendo il livello massimo di 12,4 m. Dal punto di vista strutturale, showroom e green wall sono caratterizzati da un lato da colonne in HEA, dall’altro da travature reticolari costituite da tubolari quadrati impiegati sia come correnti superiori e inferiori che come diagonali.

Le medesime travi reticolari sono state utilizzate per realizzare anche la copertura di questa porzione di edificio. Il padiglione israeliano è stato progettato come una costruzione ecologica assemblata interamente con elementi leggeri in acciaio montati a secco, privi di getti di calcestruzzo o similari. le informazioni tecniche sono note grazie alla Fondazione Promozione Acciaio che col progetto Steel Feeds Innovation ha riunito 19 realtà aziendali del comparto in occasione di Made Expo e ha presentato significativi progetti di Expo Milano 2015 per i quali è stata fondamentale la scelta dell’acciaio. Il padiglione è diviso in quattro aree. L’elemento caratterizzante ideato dall’architetto David Knafo è il “giardino verticale”. Un impatto visivo di forte spettacolarità, per dar modo al Paese di affrancarsi dall’immagine di un territorio arido. Il richiamo alla vegetazione simboleggia la posizione d’avanguardia del Paese nel settore agroalimentare e nella lotta contro la desertificazione.
Negli anni sono stati raggiunti dei grandi risultati grazie all’utilizzo di soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate, all’ottimizzazione delle risorse idriche e alle opere di bonifica dei terreni incolti. Il Padiglione è costruito per offrire al visitatore un’esperienza avvolgente divisa in due fasi. Nel primo spazio, attraverso film 3D ed effetti multidirezionali, è illustrata la storia dell’agricoltura israeliana dai suoi inizi al giorno d’oggi. Uno dei film presentati racconta il piano di rimboschimento di Israele portato avanti dal Fondo Nazionale Ebraico (KKL). Nel secondo spazio, una tappezzeria luminosa di led danza in ogni direzione.
