“Eliminare gli agrofarmaci significherebbe tornare all’agricoltura dei primi del Novecento”
“Chi oggi propone di tornare a un’agricoltura priva di agrofarmaci non si rende conto di cosa sta dicendo”. E’ netto il giudizio espresso, a Expo, della professoressa di Genetica all’Universita’ degli Studi di Milano e Presidentessa della Commissione scientifica della Fondazione Veronesi, Chiara Tonelli, intervenuta ad una conferenza organizzata da Agrofarma – Federchimica a Palazzo Italia. “Non bisogna dire no all’innovazione, e su questo i media hanno una responsabilita’ enorme. Eliminare gli agrofarmaci significherebbe tornare all’agricoltura dei primi del Novecento, quando la produzione era pari al 10% di quella attuale, si moriva di fame e la gente era costretta ad emigrare. La rivoluzione verde ha permesso il miglioramento genetico e tecnologico delle sementi. Dobbiamo continuare su questa strada. Oggi l’Europa per mangiare deve importare dall’esterno alimenti coltivati su una superficie pari a tutta la Germania: dobbiamo quindi puntare a migliorare la nostra produzione e diminuire le perdite, che oggi rappresentano il 30% di cio’ che si produce”. Al contrario “troppo spesso in Italia si da’ credito a persone che non hanno alcuna base scientifica – ha aggiunto Tonelli -. Basta pensare al caso Stamina, alla polemica sulle vaccinazioni, sugli Ogm e sulle staminali. Tutto cio’ che e’ scientifico oggi viene preso con le pinze, come se la scienza avesse interesse a creare dei mostri”.
