L’acceleratore permetterà di produrre in quantità radioisotopi di grande interesse per la medicina nucleare e disponibile solo in pochissimi centri al mondo
Un nuovo gigante hi-tech si prepara a funzionare in Italia per studiare le stelle e, nello stesso tempo, per aiutare a combattere i tumori. E’ l’acceleratore di particelle da 180 tonnellate appena installato nei Laboratori Nazionali di Legnaro (Pd) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). L’acceleratore e’ stato sollevato dalle gru sopra il tetto di un edificio di quattro piani e quindi calato nel sottosuolo, all’interno di una caverna altamente tecnologica, allestita per ospitarlo. I nuclei esotici (cioe’ con un numero di protoni o neutroni in eccesso) prodotti dall’acceleratore saranno utilizzati per creare nuovi radiofarmaci da usare in medicina e il loro studio permettera’ di indagare i processi che portano alla formazione dei nuclei pesanti, come quelli che vengono sintetizzati nell’esplosione delle supernovae, ampliando cosi’ le conoscenze sull’universo. ”Questo ciclotrone – spiega Giovanni Fiorentini, direttore dei Laboratori di Legnaro – e’ una macchina in cui ogni secondo 10 milioni di miliardi di protoni sono accelerati fino a 70 milioni di Volt, e costituisce la prima parte di Spes, un progetto che servira’ per curare l’uomo e studiare l’universo”. Nel progetto Spes, spiega il presidente dell’Infn, Fernando Ferroni, ”l’Infn ha deciso di investire circa 50 milioni di euro”. Prevede, ha aggiunto, che ”il ciclotrone sia dotato di varie linee di fascio, alcune dedicate ai nostri studi di astrofisica nucleare, altre invece impiegate per scopi applicativi. Gia’ dal 2016 – conclude – saremo in grado di generare isotopi necessari alla produzione di radiofarmaci, indispensabili nella diagnosi e nella terapia oncologica”. L’acceleratore permettera’ di produrre in quantita’ radioisotopi di grande interesse per la medicina nucleare e disponibile solo in pochissimi centri al mondo.
