“In Italia si è costruito abusivamente e legalmente (non fa differenza ai fini del rischio) creando rischi dove prima non c’erano”
“In ben 1.121 centri urbani italiani gli edifici sorgono in aree franose o golenali. Nel 31% dei casi sono sorti interi quartieri, nel 56% sono nate aree industriali, nel 20% scuole, ospedali e municipi”. Lo ha denunciato Andrea Pignocchi, Presidente Ordine Geologi Marche. Ad un anno dai tragici eventi dell’alluvione di Senigallia con 3 morti, i geologi presenteranno lo stato del territorio in conferenza stampa, giovedì 21 Maggio, alle ore 11, presso la Sala briefing della sede dell’Ordine in Corso Garibaldi 28 ad Ancona.
“In Italia si è costruito abusivamente e legalmente (non fa differenza ai fini del rischio) creando rischi dove prima non c’erano, con incoscienza totale, restringendo alvei di fiumi e torrenti – ha proseguito Pignocchi – aumentandone artificialmente le portate e le velocità, modificando le dinamiche fluviali. Dal 1944 al 2012 i danni dovuti al dissesto idrogeologico sono stati valutati in circa 61.5 miliardi di euro di fondi pubblici”.
Nelle Marche il 99% dei comuni interessato da dissesti
“Nelle Marche sono state censite 42.522 frane – ha concluso Pignocchi – e si stima che il 19% del territorio, circa 1.600 chilometri quadrati, è a rischio idrogeologico (censite 42522 frane tra cartografabili e non), 190 chilometri quadrati a rischio esondazioni, 6 chilometri quadrati a rischio valanghe con il risultato che il 99% dei comuni marchigiani è interessato da dissesti. Ben 16 morti in 50 anni a cui vanno “sommate” le 3 vittime di Senigallia.
A tutto ciò si deve aggiungere l’evacuazione di centinaia di persone e danni per milioni di euro. Solo per l’evento di Senigallia si è stimato un conto di circa 366 milioni di Euro mentre oltre 460 milioni si sono stimati per i danni avvenuti nel 2011 con gli allagamenti nel fermano e maceratese. Ad Ancona nel 1972 uno degli eventi più disastrosi della storia geologica d’Italia. A Tronto nel 1992 ben 370 mm di pioggia in 24 ore causarono il più imponente evento alluvionale delle Marche. Nel 1998 ci furono le esondazioni del Potenza, Chienti, Ete morto e Tenna. Dal 1999 al 2001 alluvioni anche nelle Marche centro-meridionali. Ancora alluvioni ad Aspio nel 2006, esondazioni nel 2009 e numerose esondazioni nel 2011”.
