Il Pacifico occidentale sforna un nuovo pericoloso tifone, venerdì rischia di devastare l’isola di Guam

Il tifone “Dolphin” rischia di impattare sull’isola di Guam come un pericoloso super-tifone

Dopo il passaggio del super-tifone “Noul” sul Pacifico occidentale è nuovamente scattata l’allerta per lo sviluppo di una nuova ed energetica tempesta tropicale che nei prossimi giorni rischia di evolversi in un pericoloso super-tifone. Questa perturbazione, denominata “Dolphin”, proprio in queste ore si sta sensibilmente intensificando, trasformandosi in un energetico tifone di 2^ categoria, sulla scala Saffir-Simpson, in procinto di puntare le isole più meridionali delle Marianne già entro la notte fra giovedì e venerdì.

Noul_A2015128_0455_1kmQuello che si teme maggiormente è proprio la sua traiettoria, definita molto pericolosa. “Dolphin”, spostandosi verso ovest, si muoverà su acque superficiali molto calde, con valori di oltre i +29°C +30°C, che forniranno ad esso un ingente quantitativo di vapore acqueo e calore latente. Quest’enorme quantità di calore latente, messo a disposizione dalla superficie oceanica, venendo risucchiata dallo stesso ciclone tropicale, in transito nel tratto di oceano a sud-est di Guam, rafforzerà notevolmente la circolazione ciclonica, collaudando la convenzione su tutti i lati della circolazione depressionaria. Il considerevole rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati del tifone libererà una gran quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, provocherà di conseguenza un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, rendendo i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata.

Si verrà così ad attivare il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, contribuirà a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che verranno alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico occidentale. Una volta innestato il processo di “autoalimentazione”, con lo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condenseranno in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica con il conseguente approfondimento del minimo barico centrale nei pressi dell’occhio, “Dolphin”, fra venerdì e sabato rischia di subire un forte rafforzamento, evolvendosi in un temibile super-tifone di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che potrebbero superare la soglia dei 200-210 km/h attorno il profondissimo occhio centrale, sollevando ondate di “mare vivo” di oltre i 9-10 metri di altezza in pieno oceano.

Al momento la tempesta appare molto ben organizzata, con una convenzione che tende a farsi davvero profonda attorno il nucleo centrale, localizzato a sud-est delle isole Marianne, sopra acque superficiali particolarmente calde che continuano a fornirgli un ingente quantità di calore latente che avvierà il processo di “autoalimentazione”, imprimendogli ulteriore energia. L’intensificazione dei moti convettivi, attorno al nucleo centrale, sta contribuendo ad approfondire il minimo barico centrale, rafforzando sensibilmente i già intensi venti ciclonici che ora hanno raggiunto l’intensità di tifone di 1^ categoria, con raffiche ad oltre i 120-130 km/h, nel tratto appena ad est dell’isola di Guam. Dalla mattinata di venerdì 15 il bordo occidentale di “Dolphin” dovrebbe interessare l’isola di Guam, con l’irrompere i forti venti da NE e N-NE, attivi sul margine occidentale del tifone, in allontanamento verso ovest-nord/ovest.

Nell’arco della mattinata di venerdì l’occhio centrale di “Dolphin” passerà molto vicino all’isola di Guam, spingendo su questa venti piuttosto intensi, da NE e N-SE, con picchi capaci di oltrepassare i 100-120 km/h, in successiva rotazione da Sud, S-SO e SO dal pomeriggio, quando il nucleo del tifone si sarà già allontanato in mezzo all’oceano, comportando una graduale attenuazione dei venti sull’isola. I massimi danni su Guam si potranno verificare se l’occhio di “Dolphin” passerà a pochi km dall’isola. In questo caso Guam rischia di essere spazzata dai venti ciclonici più violenti, che si annidano proprio attorno l’occhio centrale della tempesta, dove si localizzano i massimi del “gradiente barico orizzontale”, molto ristretto, e per questo potenzialmente esplosivo (come in ogni ciclone tropicale).

Se il ciclone raggiungerà la 3^ categoria della Saffir-Simpson è altamente probabile che Guam possa essere sferzata, dal pomeriggio di venerdì, da venti molto forti, che potranno raggiungere l’intensità di un tifone (o uragano dir sì voglia) della 1^ o 2^ categoria, quindi potenzialmente dannosi e capaci di sradicare alberi e apportare danni rilevanti alle linee elettriche. Oltre ai venti intensi Guam dovrà fare i conti anche con l’avanzata di piogge e intensi rovesci che potranno risultare a tratti veramente intensi e accompagnati da elevati indici di rain/rate. La forte ventilazione da SE e S-SE, inoltre, agiterà il tratto di mare antistante l’isola, sollevando onde di oltre i 4-5 metri che andranno ad abbattersi lungo le coste di essa, producendo forti mareggiate.