È ormai imminente l’impatto in atmosfera del cargo russo Progress M-27M, lanciato lo scorso 28 aprile per portare rifornimenti alla Stazione spaziale internazionale
Dovrebbero precipitare sulla Terra domani venerdì 8 maggio i frammenti del cargo russo Progress M-27M, sfuggito al controllo subito dopo il lancio dalla base di Baikonur, in Kazakistan. In Italia, l’evoluzione orbitale del veicolo spaziale è monitorata da Luciano Anselmo e Carmen Pardini dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr), che ha cominciato a inviare le proprie previsioni di rientro all’Agenzia spaziale italiana (Asi) dal 30 aprile.
Ma è possibile sapere dove si disperderanno i frammenti? “Potrebbero precipitare in qualunque località del pianeta compresa tra i 53 gradi di latitudine sud e nord (sono esclusi quindi Poli, che non sono sorvolati dal veicolo)”, spiega Pardini. “Facendo una valutazione generale sui rischi di rientro di oggetti dallo spazio e tenendo conto della distribuzione degli oceani e delle terre emerse, se i detriti si distribuissero su un arco di 800 km, la probabilità che cadano tutti in mare e nessuno sulla terraferma è del 62%. Ma se si disperdessero su un arco di 2.000 km, tale probabilità scenderebbe al di sotto del 50%”.
Lunga oltre 7 metri, con un diametro di 2,7, la capsula Progress pesa circa 7 tonnellate, era stata lanciata lo scorso 28 aprile e avrebbe dovuto rifornire la Stazione spaziale internazionale di attrezzature scientifiche e alimenti di prima necessità. I problemi si sono verificati subito dopo il lancio, la navetta è andata fuori controllo e ha cominciato a perdere quota, ruotando velocemente su se stessa.

Dall’inizio dell’avventura spaziale – con il lancio dello Sputnik il 4 ottobre 1957 – ad oggi, sono rientrati 3.095 satelliti e 3.727 gli stadi e componenti di lanciatori (i ‘razzi’), per un totale di 6.822 oggetti spaziali artificiali. “Solo il rientro di quelli più grandi e massicci avviene in modo controllato: l’80% circa dei satelliti rientra senza controllo, ma si tratta di oggetti con una massa decisamente inferiore a quella della Progress, intorno ai 1.850 kg”, conclude Anselmo. “Il picco dei casi di rientro per i lanciatori fu raggiunto nel 1989 con oltre 110, dei satelliti nel 1979 con circa 90, per le piattaforme dei lanciatori nel 1984 con oltre 20”. Attualmente in media rientrano in modo incontrollato uno stadio o un satellite a settimana, circa 50-60 l’anno. Il calcolo esclude i veicoli collegati con i programmi spaziali con equipaggio.
