L’ultimo viaggio della Costa Concordia: inizia lo smantellamento

Nessuno mai dimenticherà quei 32 morti, quella grande tragedia che si è compiuta il 13 gennaio 2012

In fondo, quell’enorme relitto ammaccato, sulla cui prua ancora s’intravede la scritta Concordia, non e’ arrivato nell’ex Superbacino del porto di Genova per morire. Il suo arrivo, dopo una notte di navigazione a 2 nodi in mare aperto, ha il significato piu’ di un inizio che di una fine. E a sottolineare quest’aspetto e’ uno degli specialisti che ha ‘sorvegliato’ l’enorme carcassa da quando e’ arrivata a Genova: l’ing. Ferdinando Garre’, ad del Consorzio Ship Recycling, costituito da Saipem e San Giorgio del porto, ovvero l’ente cui spetta il compito di smantellare e recuperare tutto cio’ che e’ riciclabile da quel che materialmente resta della Concordia. Certo e’ che nessuno mai dimentichera’ quei 32 morti, quella grande tragedia che si e’ compiuta il 13 gennaio 2012, la grande generosita’ della gente dell’Isola del Giglio e quel ‘miracolo’ compiuto dalla Titan Micoperi che e’ riuscita a risollevare una nave da oltre 110 mila tonnellate sdraiato su un fianco e a trascinarlo in galleggiamento per 190 miglia dal Giglio a Genova. Ma ora in nome di quel dolore, di quella generosita’ e di quel genio, Concordia e’ destinata a trasformarsi, a cedere tutte le sue parti per diventare altro, per diventare mille cose nuove. 55 mila tonnellate di acciaio, 2 mila tonnellate di rame, metalli diversi, e legno e plastiche e vetro.

LaPresse/Arata
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Tutto cio’ che puo’ essere recuperato sara’ preso. “Il 90% della nave verra’ riciclato – ha detto l’ad di Costa Crociere Michael Thamm – e non e’ detto che il suo acciaio non possa dar vita a nuove navi”. Il relitto sara’ progressivamente smantellato, partendo dal ponte 14 fino al ponte 2, “e in tutto – ha detto l’ing. Garre’ – potremo recuperare e destinare al riciclo il 100% dell’acciaio e dei metalli e l’80% di tutto quello che era la nave”. Anche in questo caso lavoreranno al progetto 250 persone “con punte di 300 quando ce ne sara’ bisogno”, aggiunge Garre’. E sara’ un’operazione delicata, che richiedera’ tempo: “i lavori – prosegue l’ad di Ship recycling – potrebbero terminare entro la seconda meta’ del 2016. Ma sono operazioni delicate, dobbiamo stare attenti piu’ alla sicurezza dei lavoratori e a quella dell’ambiente che al tempo”. Il grande relitto, assicurato alla banchina dell’ex Superbacino con una delicata manovra all’interno del porto – a pochi metri dal luogo di un’altra grande tragedia, quella della Torre Piloti, abbattuta nel maggio 2013 da un cargo in manovra che ne provoco’ il crollo e 9 morti – effettuata dai piloti dei rimorchiatori del porto di Genova, non e’ pero’ soltanto ‘una cosa’. “Stanotte – ha raccontato il capo dei Piloti che ha coordinato i rimorchiatori durante il trasferimento – mi sono messo a riposare in un angolo dove c’erano cose che sono state sott’acqua per tantissimo tempo. E’ stato allora che ho sentito lo spirito della Concordia”. Alla fine del 2016 Concordia non esistera’ piu’. Diventera’, nell’arco di questi 22 mesi, lavoro per il porto di Genova, “le cui professionalita’, competenze e capacita’ di collaborazione sono sotto gli occhi del mondo”, ha detto il presidente dell’Autorita’ portuale Luigi Merlo, e materiale che potra’ trasformarsi in cose nuove. Della Concordia restera’ appunto solo lo spirito, il ricordo di una delle piu’ grandi tragedie della marineria italiana.