Medicina: le analisi dei modenesi al servizio degli astronauti

“Questo progetto è la concreta testimonianza del valore che è possibile produrre affiancando la ricerca all’assistenza”

Saranno le analisi dei modenesi, elaborate dall’Azienda Usl, a essere utilizzate dall’European Space Agency (Esa) per controllare la salute degli astronauti impegnati nello spazio. Un progetto di ricerca interamente finanziato (150mila euro) dall’Agenzia Spaziale Europea e selezionato tra 70 proposte provenienti da tutto il mondo, che impegnera’ nei prossimi 10 mesi il Servizio di Ingegneria Clinica dell’Ausl di Modena, diretto da Massimo Garagnani, e l’azienda veneziana Sate, leader nazionale nel settore della simulazione, della modellistica e dell’ingegneria di sistemi. Il progetto – spiega l’Ausl – muovera’ i primi passi con uno studio sul funzionamento di particolari algoritmi in grado di incrociare ed elaborare migliaia di dati clinici, analoghi a quelli registrati da un astronauta durante il suo viaggio fuori dall’orbita terrestre. Obiettivo della ‘missione’ e’ mettere a punto un sistema di analisi in grado di prevedere complicazioni per la salute fisica o psichica dei cosmonauti.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

“Il riconoscimento del nostro lavoro da parte di un’istituzione internazionale come l’Agenzia Spaziale Europea e’ prima di tutto merito dell’impegno che quotidianamente i professionisti mettono al servizio dei cittadini – afferma il Direttore Generale dell’Ausl di Modena, Massimo Annicchiarico – Questo progetto e’ la concreta testimonianza del valore che e’ possibile produrre affiancando la ricerca all’assistenza. La collaborazione con Esa e’ una dimostrazione tangibile delle qualita’ del nostro Servizio Sanitario pubblico e della sua capacita’ di sviluppare soluzioni che cambiano l’idea stessa di cura, raggiungendo qualita’ e sicurezza elevate e perseguendo la sostenibilita’ attraverso l’innovazione”. L’Azienda Usl di Modena dispone di oltre 18 milioni di test di laboratorio (come le analisi del sangue) e 60 mila tracciati elettrocardiografici (ECG) che, messi a confronto in modo anonimo e nel rispetto della normativa sulla privacy, potrebbero far scoprire collegamenti sconosciuti tra diversi parametri medici. La ‘missione’ ha lo scopo di individuare possibili correlazioni, ancora sconosciute, tra l’insorgere di una malattia e l’esposizione a particolari fattori ambientali. La ricerca sperimentale tentera’ anche di valutare il rischio che determinati esami clinici considerati ‘nella norma’ possano evolvere in modo negativo e cerchera’ di capire in che modo piu’ parametri biomedici interagiscano tra loro, dando la possibilita’ di ‘prevedere’ emergenze non ancora avvenute o patologie ancora non sviluppate.