Medicina: uno strumento identifica i problemi di salute dei neonati prematuri

“Un’indicazione tempestiva di problemi potenziali offre una guida cruciale a chi opera in prima linea nelle unità di cura intensiva neonatale che devono decidere le opzioni di trattamento immediatamente dopo la nascita”

Un nuovo strumento per individuare problemi di salute nei neonati prematuri, che misura l’elettricita’ nel cervello, e’ stato sviluppato da scienziati australiani del Queensland Institute of Medical Research di Brisbane, con la collaborazione di colleghi finlandesi e svedesi. I neonati molto prematuri hanno un alto rischio di disabilita’ mentale e una capacita’ ridotta di apprendimento di capacita’ fisiche – scrive il responsabile della ricerca, il neurologo Michael Breakspear, sulla rivista Brain. Lo studio ha analizzato le registrazioni dell?attivita’ elettrica di neonati prematuri con un’eta’ di gestazione fra 22 e 28 settimane. “Le registrazioni mostrano che il cervello dei prematuri emette scariche di attivita’ elettrica in maniera apparentemente erratica”, spiega Breakspear. “Prima e dopo le scariche, il cervello e’ completamene quieto, quindi le scariche sono paragonabili a tante altre attivita’ erratiche che occorrono in natura, come terremoti e incendi di foreste”. Un intervento tempestivo e’ cruciale, sostiene il neurologo. “Il danno avviene infatti nelle prima 72 ore di vita. Ora sara’ possibile prevederlo e prevenirlo, quindi i medici neonatali possono essere molto piu’ assertivi nei trattamenti entro un lasso molto critico. Le nostre misurazioni identificano nelle prime 24 ore di vita eventi in corso che altre tecniche non individuano” aggiunge. “Un’indicazione tempestiva di problemi potenziali offre una guida cruciale a chi opera in prima linea nelle unita’ di cura intensiva neonatale che devono decidere le opzioni di trattamento immediatamente dopo la nascita”. Usando tecniche sviluppate in fisica, i ricercatori hanno scoperto in questi ‘terremoti elettrici’ modelli di attivita’ nascosti. “In seguito a esaurienti analisi dei dati e a verifiche statistiche, i nostri ingegneri biomedici hanno potuto mostrare che questi modelli prevengono le complicazioni in nascite molto premature come sanguinamento nel cervello, oltre a problemi di sviluppo mentale due anni dopo la nascita. Questo e’ stato possibile grazie all’integrazione di diverse discipline scientifiche che normalmente non interagiscono fra loro: medicina, fisiologia, fisica e matematica”, osserva Breakspear.