La NASA ha reso noto che forse potrebbe essere stato risolto il mistero delle macchie luminose rilevate sul pianeta nano Cerere, grazie ad una nuova sequenza di immagini catturate dalla sonda Dawn il 3 e 4 maggio. Dopo aver analizzato queste immagini, la NASA ha scoperto che le aree spiccatamente più chiare, che si trovano dentro un cratere nell’emisfero nord, sarebbero composte da una serie di piccole macchie più piccole, sebbene la loro natura rimanga ancora sconosciuta. “Gli scienziati responsabili della missione Dawn adesso possono concludere che l’intensa luminosità di queste macchie è dovuta al riflesso della luce solare di materiali altamente riflettenti sulla superficie, forse ghiaccio,” dichiara Christopher Russell, a capo del team della missione. Le foto, scattate da una distanza di 13.600 km, offrono agli scienziati un nuovo punto di vista relativamente a forme e dimensioni dei crateri, rende noto la NASA.
Dawn ha raggiunto Cerere il 6 marzo, ed è stata la prima volta che una sonda ha orbitato attorno ad un pianeta nano. In precedenza, la sonda aveva “visitato” l’asteroide Vesta per 14 mesi dal 2011 al 2012, cosa che rende Dawn l’unico dispositivo ad aver orbitato attorno a due obiettivi extraterrestri. Cerere è l’asteroide più massiccio della fascia principale del sistema solare: fu il primo ad essere scoperto (il 1º gennaio 1801 da Giuseppe Piazzi) e per mezzo secolo è stato considerato l’ottavo pianeta. Dal 2006 è l’unico asteroide del sistema solare interno ad essere considerato un pianeta nano, come Plutone, Makemake, Haumea ed Eris. Il suo diametro è di circa 950 km e la sua massa è pari al 32% di quella dell’intera fascia principale.
