Ricerca: studiato il ruolo dell’amigdala nella formazione della memoria emotiva

La scoperta è frutto di una ricerca pubblicata su “Proceedings of National Academy of Science – Pnas”

L’acquisizione di memoria emotiva, la funzione cerebrale che permette il ricordo di un’emozione generata da esperienze prevalentemente di paura, può avvenire anche senza l’intervento dell’organo deputato, l’ippocampo. A sostituirlo, in caso di danneggiamento, è l’amigdala, struttura a forma di mandorla, capace – attraverso l’istamina – di aumentare la valenza emotiva di uno stimolo esterno, in modo da conservarne memoria. La scoperta è frutto di una ricerca pubblicata su “Proceedings of National Academy of Science – Pnas” a cura di ricercatori dei dipartimenti di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino (Neurofarba) e Medicina Sperimentale e Clinica, in collaborazione con studiosi del Centro di Memoria dell’Università Cattolica Pontificia del Rio Grande del Sud di Porto Alegre (Brasile). Il team è stato coordinato da Patrizio Blandina, ordinario di Farmacologia dell’Ateneo fiorentino (il titolo della ricerca è ”Histamine in the basolateral amygdala promotes inhibitory avoidance learning independently of hippocampus”). La ricerca è stata sostenuta da un finanziamento del Consiglio Nazionale per lo Sviluppo Scientifico e Tecnologico brasiliano (CnPQ), nell’ambito del programma ”Scienza senza Frontiere”. ”L’indagine – spiega Blandina – ha dimostrato che, nel caso di una compromissione funzionale dell’ippocampo, il sistema istaminergico dell’amigdala conferisce al cervello la plasticità necessaria a reclutare circuiti alternativi per la formazione di una memoria di paura. Lo studio è importante perché suggerisce nuovi bersagli e strategie per il trattamento di disturbi sia della memoria che ossessivo-compulsivi”.