I ricercatori hanno preparato diversi spuntini per sottoporli a ‘giudici’ molto particolari, ovvero 18 topi di laboratorio abituati a nutrirsi di mangime
Patatine fritte, snack, merendine: cio’ che li rende cosi’ irresistibili non e’ l’elevato contenuto calorico, ma il rapporto tra grassi e carboidrati. E’ quanto dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dai ricercatori dell’Universita’ Friedrich-Alexander di Erlangen e Norimberga. Come in una surreale puntata di MasterChef, i ricercatori hanno preparato diversi spuntini per sottoporli a ‘giudici’ molto particolari, ovvero 18 topi di laboratorio abituati a nutrirsi di mangime. Le merendine sono state preparate in modo da contenere diverse quantita’ di grassi e carboidrati, i due ingredienti che fanno piu’ gola. Dai risultati e’ emerso che i topi giudicavano piu’ appetitosi i cibi che avevano un rapporto grassi-carboidrati molto simile a quello delle patatine fritte, che non a caso sono molto usate nei test di laboratorio per gli studi sull’obesita’ e la dipendenza dal cibo. Grazie alla risonanza magnetica, i ricercatori sono riusciti anche a monitorare l’attivita’ cerebrale dei topi durante il pasto, scoprendo che gli snack piu’ simili alle patatine erano in grado di ‘accendere’ gli stessi circuiti nervosi della ricompensa e della dipendenza, anche se gli effetti non erano ugualmente potenti. Resta ora da capire se il rapporto tra grassi e carboidrati condizioni solo l’appetibilita’ dei cibi o se sia la ‘molla’ vera e propria che induce a mangiare in continuazione oltre il limite della sazieta’.
