Salute: stanchezza e aumento di peso spie dell’ipotiroidismo

Quando presenti, i sintomi più frequenti riportati dai pazienti sono stati l’astenia, l’aumento di peso non giustificato da altre cause, l’aumentata frequenza cardiaca

Stanchezza e aumento di peso apparentemente ingiustificato sembrano essere i sintomi più frequenti dell’ipotiroidismo. Questo uno dei dati preliminari emersi grazie alla campagna di sensibilizzazione Tiroide in Primo Piano, promossa dalla Fondazione Cesare Serono (FCS), e presentati oggi a Taormina dove è in corso il congresso nazionale della Società Italiana di Endocrinologia. Sul sito tiroideinprimopiano.it sono stati infatti resi disponibili due differenti questionari: uno rivolto a chi già ha avuto una diagnosi di una patologia della tiroide, ed un altro rivolto a tutti gli utenti del web. Tra le evidenze preliminari emerse dal questionario rivolto al paziente si registra che, in un quarto dei casi, l’alterazione della funzione tiroidea non si è manifestata con sintomi o segni, ma è stata individuata grazie a ecografie o esami del sangue prescritti per motivi diversi o per controlli di routine. Quando presenti, i sintomi più frequenti riportati dai pazienti sono stati l’astenia (25,70%), l’aumento di peso non giustificato da altre cause (24,86%), l’aumentata frequenza cardiaca (12,15%) e il cambiamento nell’aspetto del collo (9,64%). La tiroidite è stata segnalata come causa più frequente dell’alterata funzione tiroidea (69,63%). Per quanto riguarda l’iter diagnostico, i risultati hanno evidenziato l’accesso a un percorso ‘tradizionale’ che parte dal medico di medicina generale e arriva allo specialista endocrinologo – sebbene i tempi siano ancora in parte dilatati: un quarto dei casi riportati ha richiesto oltre due anni per giungere a una definizione diagnostica. Dato allarmante il fatto che nonostante la maggior parte dei pazienti sia in cura ed esegua controlli periodici, meno della metà ha ricevuto spiegazioni circa l’importanza di un’adeguata assunzione di iodio, monito ribadito anche nel corso della Settimana Mondiale della Tiroide appena conclusasi. Meno del 40% di chi ha fatto il test di autovalutazione si è sottoposto a esami di controllo negli ultimi tre anni. Si tratta di una percentuale bassa, in considerazione del fatto che a compilare il questionario sono state in gran parte donne di età compresa tra i 30 e i 60 anni, cioè soggetti con un elevato rischio di sviluppare patologie della tiroide e per le quali sarebbero invece auspicabili controlli più frequenti. Per sostenere Tiroide in Primo Piano gli utenti dei social network possono scattarsi un selfie dove appaia una farfalla, simbolo della tiroide, e postarlo sul proprio profilo Facebook e/o Twitter scrivendo #tiroideinprimopiano; avranno così la possibilità di partecipare a uno shooting con un celebre fotografo e diventare protagonisti di una mostra online.