Tanti terremoti negli ultimi giorni al Sud: le due scosse più forti sabato mattina e oggi di magnitudo 4.5 tra basso Tirreno e mar Jonio, distintamente avvertite tra Calabria, Sicilia e Puglia
Continua a tremare la terra al Sud Italia: tra Calabria e Sicilia sono decine le scosse di terremoto di magnitudo superiore a 2.0 verificatesi nelle ultime 48 ore. Calabria e Sicilia – sia chiaro – sono zone ad alto rischio sismico e ad alta frequenza sismica, quindi che si verifichino scosse in continuazione è normale, dopotutto sono zone in cui si possono verificare anche terremoti distruttivi, tra i più forti d’Italia e del Mediterraneo, di magnitudo superiore a 7.0, quindi scientificamente anche una scossa di magnitudo 7.0 o 7.3 sarebbe “normale” tra la Calabria e la Sicilia.
Insomma, la “normalità” sismica è molto relativa soprattutto se considerata in base agli effetti sul territorio e sulla popolazione. Dire che le scosse di terremoto in Calabria e Sicilia sono “normali” è banale, ridicolo, sciocco. Anche un terremoto di magnitudo 7.0 nello Stretto di Messina, dove provocherebbe migliaia di vittime, sarebbe “normale”. Che significa, quindi, la normalità?
Negli ultimi giorni, e torniamo all’attualità, stiamo parlando in modo approfondito di queste scosse perchè – per quanto “normali” – vengono avvertite dalla popolazione e sono più forti e frequenti rispetto alla quotidianità.
Le due scosse più forti, infatti, sono state di magnitudo 4.5, un’intensità non indifferente.

Numerose le scosse minori, una di magnitudo 2.6 alle 10:55 di domenica mattina sui monti Iblei in Sicilia, una decina di magnitudo tra 1.5 e 2.4 nella zona meridionale dello Stretto di Messina, altre di magnitudo 2.0/2.3 tra l’Aspromonte e le Serre nella Calabria centro/meridionale.