Il Perù si esercita a subire un devastante terremoto, e lo fa con grande successo: questo significa prevenzione, e l’Italia è ancora molto indietro…
Le autorità peruviane hanno realizzato oggi la simulazione di un violento terremoto di magnitudo 8.5 seguito da un violento tsunami che ha provocato 83.000 vittime e 3.700 dispersi, secondo il report elaborato dall’Instituto de Defensa Civil (Indeci). La simulazione del sisma è iniziata alle 15:00 locali (le 20 GMT) con l’evacuazione degli edifici delle località più vicine all’epicentro, ed è stato subito attivato l’allarme tsunami son seguente evacuazione di tutte le aree costiere.

Secondo il report delle autorità, 50.000 persone sarebbero morte a Lima, la capitale del Paese che ha una popolazione di 9 milioni di abitanti, e altri 12.000 morti nella Regione di Tumbes, nel nord del Paese. Il terremoto, con il seguente tsunami, avrebbe provocato 4,7 milioni di danni e colpito il 12% della popolazione totale del Paese. Durante la simulazione, per la prima volta è stato supervisionato il comportamento della popolazione mentre le forze aeree dell’esercito hanno sorvolato Lima con gli elicotteri. E’ stata la prima di 4 simulazioni che si realizzeranno in questo 2015 nel Perù, che insieme al Cile è uno dei Paesi al mondo più all’avanguardia dal punto di vista della prevenzione e della consapevolezza antisismica. Basti ricordare il terremoto di magnitudo 8.0 del 15 agosto 2007 con 500 vittime, o quello del Cile il 27 febbraio 2010, addirittura di magnitudo 8.8, anche in questo caso con appena 500 vittime.