Nel villaggio di Goldhunga, ad esempio, una sessantina di case sono andate distrutte e c’è un urgente bisogno di tende
In Nepal continua ad essere emergenza. Si stanno spegnendo i riflettori dei media ma la gente continua a dormire tra le macerie, a essere senza acqua e medicinali e soprattutto i piu’ deboli, i bambini, sono quelli piu’ esposti al rischio sanitario. E’ quanto denuncia Amici dei Bambini (Aibi). L’associazione italiana e’ presente nel Paese sconvolto dal terremoto. A Kathmandu gestisce una struttura che normalmente di occupa di minori ma in questi giorni ospita centinaia di persone colpite dal sisma e fornisce assistenza psicologica ai bambini che hanno perso tutto. Sempre in citta’, Aibi sara’ operativa, in partnerhip con il Divay Ankur, in un campo dove sara’ allestito un centro educativo di emergenza, con tende destinate a 25 bambini tra cui una decina di orfani di eta’ tra i 2 e gli 8 anni. Infine, sta allestendo un centro di assistenza ed emergenza nel villaggio di Goldhunga, a 12 km da Kathmandu, dove una sessantina di case sono andate distrutte e c’e’ un urgente bisogno di tende in grado di offrire un riparo solido alle tante mamme e bambini rimasti soli. Soprattutto in queste zone e’ infatti piu’ forte il rischio di epidemie e colera ma sono totalmente azzerati i servizi igienici e di smaltimento dei rifiuti e la gente dorme tra le macerie e gli escrementi.
