Il confine tra la placca dell’Australia e la placca del Pacifico, nella regione della Papua Nuova Guinea, è un’area sismicamente molto attiva
Il terremoto di magnitudo 7.5 di questa mattina in Papua Nuova Guinea è avvenuto ai margini della cosiddetta cintura di fuoco, una delle zone più ‘irrequiete’ del pianeta, che si estende per 4.000 chilometri attorno all’Oceano Pacifico e nella quale si concentra il 90% dei terremoti che avvengono sulla Terra. A causare il terremoto, spiega il sismologo Alessandro Amato dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è stato lo scivolamento (subduzione) della placca australiana sotto la placca pacifica. Finora, prosegue Amato, sono avvenute due repliche, di magnitudo 6 e 5. Dopo la prima scossa è stato lanciato un allarme tsunami ”rientrato dopo 2-3 ore. Questo tipo di allarme – rileva – scatta sempre per i terremoti di magnitudo superiore a 5.5 che avvengono in mare o vicino al mare”. Il terremoto è avvenuto ad una profondità compresa fra 30 e 40 chilometri, anche se la faglia, ossia la regione dove è avvenuto il contatto fra le due placche, è molto estesa quindi la profondità può variare”.

