Tre anni dal sisma in Emilia: entro l’anno via tutti i MAP

Il 2015 sarà l’anno che la Regione ha assunto a dead line per svuotare tutti i Map, i Moduli abitati provvisori, in cui sono state sistemate la famiglie terremotate

Oltre 12 miliardi di danni, 27 morti e circa 350 feriti. Questa la dimensione del sisma che 3 anni fa colpì l’Emilia, con due fortissime scosse avvenute il 20 e il 29 maggio 2012, picchi di uno sciame sismico che durò settimane. Quattro le province colpite, Modena, Bologna, Ferrara e Reggio Emilia e 19 mila le famiglie che avevano lasciato le proprie abitazioni, di cui 16 mila (per un totale di 45 mila persone coinvolte) avevano chiesto assistenza. Circa 14 mila gli edifici residenziali danneggiati; 13 mila le attività economiche danneggiate (capannoni e impianti aziende agricole, negozi) e 1.500 edifici pubblici e strutture socio-sanitarie lesionati. A 3 anni di distanza l’Emilia si è rialzata, ma la ricostruzione è ancora in corso. Il nuovo commissario alla Ricostruzione è Stefano Bonaccini, succeduto a Vasco Errani, alla guida della Regione. La prima ordinanza firmata da Bonaccini nella nuova veste è del 7 gennaio e riguarda interventi per anziani, disabili e non autosufficienti. Un provvedimento che stanza oltre 946mila euro per proseguire, fino al prossimo 30 giugno, l’accoglienza delle persone più deboli e svantaggiate presso strutture residenziali. “Fino a che non avremo sistemato l’ultimo mattone, l’ultima famiglia e l’ultima impresa il nostro lavoro proseguirà senza sosta” affermò il governatore, poche ore dopo aver firmata l’ordinanza numero 1, del nuovo mandato.

Il 2015 sarà soprattutto l’anno che la Regione ha assunto a dead line per svuotare tutti i Map, i Moduli abitati provvisori, in cui sono state sistemate la famiglie terremotate. Un impegno più volte ribadito pubblicamente dal commissario-governatore. Intanto, proprio per accelerare la chiusura dei moduli, in occasione della prima seduta della nuova giunta regionale che Bonaccini ha voluto, non a caso, si tenesse a San Felice sul Panaro, cuore del cratere monedene, è stato stanziato mezzo milione di euro. Accanto a questo, interventi di semplificazione per rendere più snelle e accessibili le procedure di accesso ai contributi per imprese e abitazioni, e un impegno della Regione per il contrasto alle gare al massimo ribasso sul fronte degli appalti pubblici. “Velocizzare e snellire”, dunque, le parole d’ordine della ricostruzione a 3 anni dal disastro naturale. Ma anche un impegno diretto per la legalità da parte della Regione che si è costituita parte civile nei processi sulle infiltrazioni mafiose nella ricostruzione. I lavori per riparare i danni della scosse, infatti, hanno fatto gola all’Ndrangheta che, nonostante le white list e le misure di controllo, hanno fiutato l’affare ricostruzione, come emerso dall’indagine ‘Aemilia’ della Dda di Bologna. Anche il terremoto in Emilia è finito nel mirino degli ‘Ndranghetisti scoperti e arrestati dalla Dda Bologna, con la maxi-operazione ‘Aemilia’. Come accadde a L’Aquila, i presunti affiliati alle ‘ndrine hanno reagito al sisma scoppiando in risate che sono state intercettate dagli inquirenti. Il compiacimento divertito mentre l’Emilia tremava emerge in particolare da una conversazione tra Gaetano Blasco e Antonio Valerio del 29 maggio 2012, avvenuta alle 13.29, cioè solo 4 ore e mezza dopo la violenta scossa delle 9.03 che fece crollare diversi capannoni nel modenese. Nonostante ciò la ricostruzione non si ferma: molto è stato fatto e molto è ancora da fare. Ad oggi è stato svuotato oltre il 45% dei Map rispettando la tabella di marcia che prevede la chiusura entro il 2015. Al 27 aprile dei 757 iniziali sono ancora occupati 413 e vi abitano 1.297 persone. I numeri calano però settimanalmente, grazie al costante impegno degli uffici comunali che ricercano altre soluzioni abitative per questi nuclei. Le risorse, provenienti dal Fondo sociale regionale, sono state ripartite tra sette Comuni del cratere dove sorgono aree con Map: 30.983 euro a Cento (Fe), 49.146 euro a Cavezzo (Mo), 75.855 euro a Concordia (Mo), 142.094 euro a Mirandola (Mo), 92.949 euro a Novi (Mo), 53.419 euro a San Felice sul Panaro (Mo), 55.556 euro a San Possidonio (Mo). A Mirandola, Comune simbolo del sisma 2012, si sta per concludendo la rimozione complessivamente di 69 Map, 13 ormai vuoti dell’area di via Mazzone, 6 vuoti dell’area di via Giolitti e una cinquantina dell’area di via 29 Maggio che sarà completamente liberata e dove sorgerà la nuova stazione delle autocorriere, attigua al complesso scolastico e di servizi ricostruito dopo il terremoto.