“La verità è che non abbiamo certezza di comprendere fino in fondo tutti i meccanismi e sappiamo ancora troppo poco per dare certezze sul futuro”
Se una conferma ancora serviva, ci ha pensato la Nasa: nei prossimi decenni, piogge torrenziali, alluvioni, tornado e tifoni saranno la normalità. Secondo le previsioni dell’Agenzia spaziale Usa, infatti, nei prossimi decenni dovremo fare i conti con cambiamenti climatici sempre più repentini e un forte innalzamento delle temperature nell’atmosfera che scateneranno fenomeni climatici violenti, inondazioni e siccità. Secondo il meteorologo Andrea Giuliacci, del Centro Epson Meteo, interpellato dall’Adnkronos, “in previsioni di questo tipo viene assunto che le temperature salgano in maniera importante, ma non abbiamo nessuna certezza che questo accadrà; troppo ancora ci sfugge per azzardare certezze di questo tipo“. “Con l’aumento della temperatura -spiega Giuliacci- anche la circolazione atmosferica cambierà. E’ un po’ come mettere benzina da ‘Formula uno’ in una utilitaria: il risultato è che va fuori di giri. Allo stesso modo, laddove di solito staziona l’alta pressione arriverebbero piogge e viceversa“. “In alcune zone come il Mediterraneo, inoltre -continua- le piogge potrebbero diminuire causando una desertificazione dell’area. Calerebbe drasticamente anche la quantità di acqua disponibile, in misura ancora maggiore rispetto alla diminuzione delle piogge, perché arriveranno sotto forma di violenti acquazzoni che non permetteranno al terreno di assorbire e reimmettere in circolo l’acqua che, in larga parte, andrà dispersa in mare“. “Ma tutte queste previsioni – sottolinea Giuliacci- sono fatte in base alle conoscenze attuali. La verità è che non abbiamo certezza di comprendere fino in fondo tutti i meccanismi e sappiamo ancora troppo poco per dare certezze sul futuro. Questo, ovviamente, non vuol dire che non ci si debba impegnare per ridurre l’impatto dell’inquinamento sul cambiamento climatico e cercare di adattarsi ai mutamenti“. E’ fondamentale “entrare nell’ordine di idee che alluvioni e fenomeni catastrofici sono ormai la normalità e dobbiamo ripensare il nostro rapporto con l’ambiente, a partire da questioni pratiche come l’urbanistica: si pensi a quanto sarebbe utile agire sul controllo del calore nelle città, attraverso l’impiego nell’edilizia di materiali che accumulano meno calore. Tutte cose -conclude Giuliacci- che in Paesi come gli Usa già si fanno da tempo“.
