Lo rende noto uno studio condotto da ricercatori dell’Universita’ dell’Alaska Fairbanks e dell’agenzia scientifica US Geological Survey
I ghiacciai dell’Alaska si stanno sciogliendo ad un ritmo allarmante: dal 1994 al 2003 questa regione ha perso ogni anno 75 miliardi di tonnellate di ghiacci. Lo rende noto uno studio condotto da ricercatori dell’Universita’ dell’Alaska Fairbanks e dell’agenzia scientifica US Geological Survey, che mette in guardia sull’impatto dello scioglimento dei ghiacci sull’aumento del livello dei mari. Dai ghiacciai di questa fredda regione, avvertono i ricercatori, si riversa negli oceani una quantita’ di acqua tale da poter ricoprire il territorio dell’Alaska con uno strato di acqua dello spessore di circa 30 cm ogni sette anni. La ricerca sara’ pubblicata su Geophysical research letters. Gli studiosi hanno analizzato le condizioni di 116 ghiacciai, utilizzando osservazioni aeree, tecniche di telerilevamento Lidar (che sfruttano un impulso laser) e una nuova classificazione che include anche la forma e le dimensioni di ciascun ghiacciaio. In particolare, gli studiosi hanno messo a confronto i cambiamenti dei ghiacciai di montagna, che terminano sulla terraferma, e con quelli dei ghiacciai che hanno uno si affacciano direttamente sull’oceano. E sono giunti alla conclusione che il contributo maggiore all’innalzamento dei mari non viene dagli enormi pezzi di ghiaccio che si distaccano dai ghiacciai sull’oceano, bensi’ dallo scioglimento di quelli che si trovano sulla terraferma. Date le caratteristiche dello scioglimento dei ghiacciai, legato soprattutto al clima, i ricercatori definiscono improbabile un rallentamento della perdita dei ghiacciai nella regione. “L’Alaska – sottolinea Chris Larsen, docente all’Universita’ dell’Alaska Fairbanks e autore principale della ricerca – continuera’ ad essere uno dei principali motori del cambiamento del livello dei mari a livello mondiale nei prossimi decenni”.
