L’uomo potrebbe facilitare la diffusione delle mutazioni salvando le barriere vittime dello sbiancamento
Alcuni coralli hanno varianti genetiche che permettono loro di sopportare l’aumento della temperatura degli oceani e l’uomo potrebbe facilitare la diffusione di queste mutazioni salvando cosi’ le barriere vittime dello sbiancamento. Lo sostiene uno studio pubblicato su Science condotto da ricercatori dell’universita’ del Texas ad Austin, l’Australian Institute of Marine Science e l’Universita’ dell’Oregon. I ricercatori hanno prelevato larve della stessa specie di corallo da aree a latitudini diverse della barriera australiana e le hanno esposte a temperature elevate. E hanno scoperto che le larve che provenivano dalle aree piu’ a nord, dove le acque sono 2 gradi piu’ calde, avevano una probabilita’ 10 volte maggiore di sopravvivere al calore rispetto a quelle provenienti dal sud, dove il mare e’ piu’ freddo. Analizzando il profilo genetico, gli studiosi sono riusciti ad identificare i processi biologici responsabili della tolleranza al calore, una caratteristica, sottolineano gli scienziati, che puo’ essere ereditata. I ricercatori propongono di trasferire coralli portatori di questi geni nelle aree dove la sopravvivenza delle barriere e’ a rischio, per aumentare la capacita’ dei coralli di resistere alle acque piu’ calde. “Le larve di coralli – ha detto Mikhail Matz, docente all’Universita’ del Texas – possono spostarsi negli oceani in modo naturale, ma anche l’uomo puo’ contribuire, ricollocando coralli adulti per far partire il processo”.
