I contenitori di liquidi rappresentano più del 25% del totale di rifiuti raccolti, molto diffusi anche i frammenti di plastica e polistirolo e le parti di imballaggi
Piu’ di cinquecento rifiuti galleggianti raccolti in sette chilometri (in media, uno ogni tredici metri), nell’87% dei casi di plastica. Sono i dati che emergono dall’analisi preliminare del monitoraggio svolto nei giorni scorsi nei canali della Giudecca, nell’ambito della campagna ‘Don’t Waste Venice’, inserita all’interno del progetto europeo di ricerca ‘DeFishGear’. I risultati sono stati presentati questa mattina a Venezia, in occasione dell’arrivo in laguna della Goletta Verde di Legambiente, che si tratterra’ in citta’ fino a dopodomani mattina, presentando domani i dati sulla qualita’ delle acque venete. Scendendo nel dettaglio dei primi risultati della campagna, i contenitori di liquidi rappresentano piu’ del 25% del totale di rifiuti raccolti; molto diffusi anche i frammenti di plastica e polistirolo (16%) e le parti di imballaggi (12%). Mozziconi, pacchetti di sigarette e accendini costituiscono il 9% degli oggetti trovati, mentre i sacchetti di immondizie, pieni e vuoti, ammontano al 6% del totale. “Abbiamo pensato a questa campagna – spiega Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – perche’ quello dei rifiuti in mare, e in particolare della plastica, e’ un problema sottovalutato, ma va ormai considerato come un’emergenza. In questo ambito, Venezia, citta’ complessa, e’ un tema ancor piu’ particolare, anche se la citta’ ancora non si e’ resa conto di dover gestire il problema. E abbiamo fatto partire adesso la campagna perche’ inizia adesso il massimo carico turistico, perche’ intendiamo smuovere anche i comportamenti individuali”.
