Nel 2013 processi di deforestazione hanno emesso 3,3 miliardi di tonnellate, l’8% delle emissioni totali
Secondo il Quinto Rapporto Ipcc, le foreste rappresentano un serbatoio (sink) di carbonio su scala globale. Si stima che quelle in buone condizioni e capaci di rigenerarsi contengano 860 miliardi di tonnellate di carbonio (più o meno 70 miliardi) e abbiano sequestrato intorno ai 4 miliardi di tonnellate di carbonio tra il 2000 ed il 2007. Deforestazione e degrado degli ecosistemi forestali contribuiscono, quindi, ad aggravare l’instabilità climatica aumentando la probabilità di raggiungere e superare delle soglie pericolose per l’uomo, per la natura e la biodiversità.

Sono ben 20 i miliardi di tonnellate di acqua che ogni giorno vengono utilizzati nella traspirazione, l’equivalente di 20.000 miliardi di litri: per fare un paragone, il Rio delle Amazzoni ne immette ogni giorno nell’oceano circa 17 miliardi di tonnellate. Gli alberi operano, di fatto, come dei ”geyser legnosi”, trasferendo immensi volumi di acqua nell’atmosfera. Questo straordinario ciclo tra biosfera e atmosfera consente importanti processi di condensazione, formando nubi e pioggia anche attraverso scambi e spostamenti di aria umida dall’oceano al continente, con il risultato di modalità di precipitazioni estremamente importanti per tutta la foresta, un clima dinamicamente stabile e una reale protezione dagli eventi meteorologici estremi. La deforestazione mette a rischio tutto questo sistema, riducendo drasticamente i meccanismi di evapotraspirazione, con alterazione della formazione delle nubi, della dinamica delle precipitazioni e prolungando le stagioni secche con conseguente inaridimento in diverse aree amazzoniche. Il rapporto calcola che dall’occupazione umana non tribale dell’Amazzonia sono stati distrutti almeno 42 miliardi di alberi, circa 2.000 alberi al minuto, in maniera ininterrotta da almeno 40 anni. La foresta amazzonica è fondamentale nei delicati equilibri dinamici del sistema climatico. Questo aspetto viene infatti trattato nel Quinto Rapporto sui Cambiamenti Climatici realizzato dall’Ipcc.