Un nuovo studio suggerisce che la superficie del satellite si dissolva in un processo simile alla formazione dei “sinkhole” sulla Terra
Titano, satellite naturale di Saturno, è caratterizzato da mari e laghi che contengono idrocarburi allo stato liquido, ma cos’è che genera quelle depressioni sulla superficie?
Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Geophysical Research e basato su dati NASA e ESA (missione Cassini), suggerisce che la superficie del satellite si dissolva in un processo simile alla formazione dei “sinkhole” (cavità di tipo carsico) sulla Terra. A parte il nostro pianeta, Titano è l’unico oggetto del sistema solare in cui sono presenti laghi e mari superficiali, osservati proprio dalla sonda Cassini. Alle gelide temperature del satellite (-180°C) sono metano ed etano a dominare, invece dell’acqua.
Il team guidato da Thomas Cornet ha cercato di determinare quanto tempo occorre perché si formi una depressione su Titano, e ne è emerso che ci vorrebbero circa 50 milioni di anni per creare un sinkhole profondo 100 metri nelle regioni polari, dove si concentra la maggior parte dei mari di idrocarburi. “Abbiamo riscontrato cheil processo di dissoluzione su Titano avviene circa 30 volte più lentamente che sulla Terra, perché la durata dell’anno è maggiore e le piogge si verificano solo d’estate. Tuttavia, crediamo che la dissoluzione sia una delle principali cause di evoluzione del paesaggio di Titano e potrebbe essere l’origine dei suoi laghi.”
