Estati sempre più calde, eventi piovosi più intensi, e conseguenze negative per la gestione delle risorse naturali e per settori socio-economici
Agli Stati Generali sui Cambiamenti Climatici sono intervenuti Antonio Navarra, presidente CMCC, e Donatella Spano, Assessore all’Ambiente della Sardegna e Presidente della Società Italiana Scienze del Clima, che ha parlato in rappresentanza della Conferenza delle regioni e delle province autonome.Come e quando agire di fronte ai cambiamenti climatici, le iniziative istituzionali e tutto quello che la scienza sa dirci della questione climatica sul nostro Paese. Gli Stati Generali sui Cambiamenti Climatici – organizzati dalla Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico sotto la guida di Erasmo D’Angelis e dal Gianluca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – hanno portato a Roma ministri, esponenti del mondo della ricerca, istituzioni nazionali e locali, società civile, le maggiori imprese interessate dal tema, fino alla partecipazione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Un’occasione per un confronto su come affrontare il tema e raccogliere proposte, a partire dalla conoscenza scientifica necessaria ad inquadrare il tema.

Guardando alle ricerche e agli studi sul clima futuro, oltre che al presente e al passato, riusciremo a costruire efficaci piani di adattamento ai cambiamenti climatici e di riduzione del rischio, a patto di saper costruire un modello di governance che sappia essere allo stesso tempo verticale (con il ruolo attivo del Ministero e delle istituzioni nazionali), ma anche orizzontale, con il coinvolgimento di regioni, di enti locali e di tutti i livelli produttivi interessati dalla questione climatica. “I cambiamenti climatici vanno oltre i confini amministrativi” ha spiegato Donatella Spano, Assessore all’Ambiente della Sardegna, in rappresentanza della Conferenza delle regioni e delle province autonome che ha istituito un tavolo interregionale di coordinamento per il monitoraggio e lo sviluppo integrato dei piani regionali. “Per raggiungere un adattamento efficace, le regioni devono lavorare in sinergia – ha continuato la Prof.ssa Spano che conosce molto bene il tema dei cambiamenti climatici e presiede la Società Italiana per le Scienze del Clima. ”Le politiche regionali – ha sottolineato – giocano un ruolo determinate per affrontare la questione climatica e il tavolo di coordinamento è nato proprio per individuare le modalità con cui le regioni possano coordinarsi in maniera tale che le varie pianificazioni siano coerenti con il futuro piano nazionale”.