I mutamenti, avverte l’ambasciatrice di Francia, “porteranno miseria, ingiustizie e anche guerra”
“Quella di oggi deve essere una giornata di mobilitazione piu’ che di informazione”: Catherine Colonna, Ambasciatrice di Francia in Italia, lo dice aprendo il seminario per giornalisti verso la Cop 21 di Parigi, organizzato con la Federazione italiana media ambientali (Fima) a palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia a Roma. “La Cop 21 non e’ una conferenza della Francia ma dell’Onu, quindi di tutto il mondo”, sottolinea Colonna. Per questo l’ambasciatrice chiama alla “mobilitazione” perche’ anche se la riunione “nasce sotto i migliori auspici” e “l’accordo e possibile”, il tempo “di prendere coscienza e’ giunto” e “bisogna andare piu’ in la’ con una mobilitazione della societa’ civile”. Infatti, “oggi tranne qualche eccezione che conferma la regola, i dati mostrano che i mutamenti climatici sono in atto e sono conseguenza dell’attivita’ umana”, ricorda Colonna. Mutamenti, avverte l’ambasciatrice di Francia, che “porteranno miseria, ingiustizie e anche guerra”. Pero’ se la consapevolezza del rischio climatico pur se lentamente e meno di quanto sia auspicabile cresce, “il processo deve proseguire- aggiunge Colonna- e per questo serve la mobilitazione della societa’ civile, perche’ la difesa del pianeta non e’ un’opzione che possiamo scegliere o meno, ma una cosa dalla quale dipende il futuro del nostro pianeta”. A Parigi “abbiamo la possibilita’ di prendere decisioni che permetteranno al pianeta di avere un futuro”, prosegue Catherine Colonna, Ambasciatrice di Francia in Italia, “e questa e’ una chance che dobbiamo esercitare”. Si tratta di “una opportunita’ per i nostri Paesi sviluppati perche’ abbiano la possibilita’ di passare alla ‘rivoluzione verde’ e marciare verso un’economia piu’ rispettosa dell’ambiente” che e’ anche un’opportunita’ per battere la crisi, rileva Colonna. Una possibilita’ ancor piu’ preziosa poi “per i Paesi piu’ poveri” e piu’ colpiti dai mutamenti che “per primi li investono” cosi’ “mettendo repentaglio la loro esistenza”: la “possibilita’ di vivere” per paesi “che oggi ci sono e che domani potrebbero non esserci piu'” come gli stati insulari del Pacifico, conclude l’ambasciatrice di Francia.
