L’Italia disinveste sui figli, soprattutto in questi tempi di crisi economica e valoriale: “mettere al mondo un figlio è un gesto eroico”
“Quella italiana e’ una societa’ statica, quasi paludosa”: cosi’ il sociologo Mario Morcellini, prorettore alla Facolta’ di Comunicazione dell’Universita’ La Sapienza di Roma, commenta all’ANSA i dati Istat sulla crescita zero della popolazione italiana e la denatalita’. “Premetto – precisa il sociologo – che la curva della denatalita’ non e’ cosi strutturale. Osservando il fenomeno da docente universitario e considerando l’impatto sulle iscrizioni universitarie, ci sono nel tempo punte molto severe, precipizi ma anche qualche alternanza”. “La tendenza complessiva, comunque – ammette – e’ quella della denatalita’. E’ tipico di un Paese moderno disinvestire sui figli, soprattutto in tempi di crisi economica e valoriale. Se le speranze si accorciano, mettere al mondo un figlio diventa un gesto eroico, di provocante coraggio. Intorno nessuno ti da’ una mano, anche se la politica ultimamente qualche scelta la sta facendo, ma il costo di un bambino e’ diventato severo”.
“In una societa’ che ti abitua al benessere, al fatto che devi comunque avere la pancia piena, e’ difficile insomma che prevalga il coraggio di procreare – insiste il sociologo – e chi lo fa, cioe’ le famiglie giovani con figli, sono uno dei pezzi pregiati della societa’ italiana. Il gesto di procreare e’ un progetto che sposta in avanti la societa’. In Italia esistono tre soggetti sociali che producono piu’ innovazione culturale e digitale: le donne in primis, soprattutto se giovani; i giovani, anche maschi; le famiglie giovani con figli. Sono le categorie che investono di piu’ su tecnologia e cultura. Una volta fare figli voleva dire chiudersi in casa, oggi significa entrare in una rete di stimoli. Le famiglie giovani dunque sono avanti e aperte al futuro”. “Le famiglie giovani di immigrati, poi, sono una risorsa compensativa: gli immigrati hanno piu’ ottimismo degli italiani, anche nelle peggiori condizioni di vita. Hanno la speranza che i figli nati in Italia avranno piu’ diritti di quanti ne abbiano avuti loro. E questo e’ un grandissimo segnale di fiducia verso l’Italia, e’ il gesto piu’ pro-italiano che si possa immaginare. Speriamo che l’Italia se lo ricordi”, conclude Morcellini.
