Dati Istat: in Italia popolazione a “crescita zero”, saldi positivi solo per gli stranieri

I  flussi migratori riescono a malapena a compensare il calo demografico dovuto alla dinamica naturale

Il lieve incremento della popolazione iscritta in anagrafe è dovuto in misura largamente prevalente alle ultime rettifiche legate alla revisione delle anagrafi effettuata da tutti i Comuni italiani tra il 2012 e il giugno 2014, a cui si devono aggiungere anche le ricomparse di persone precedentemente cancellate per irreperibilità censuaria (+96.468, di cui 53.427 stranieri), ma già effettivamente presenti sul territorio. Prescindendo da tali operazioni di revisione anagrafica, si può osservare che la popolazione residente nel nostro Paese è in realtà arrivata alla crescita zero e che i flussi migratori riescono a malapena a compensare il calo demografico dovuto alla dinamica naturale. Se i residenti si scompongono in base alla loro cittadinanza (italiana e straniera), la componente italiana risulta in diminuzione (-83.616), seppur mitigata dall’acquisizione della cittadinanza italiana di una parte sempre più ampia della componente straniera (+130 mila circa).

Lo rileva l’Istat nel Bilancio demografico nazionale relativo all’anno 2014. Al netto delle rettifiche dovute alla revisione anagrafica, il cui saldo residuale si attesta a +10.869 unità, l’incremento è stato molto limitato (2.075 unità complessive, pari a +0,003%), da attribuirsi esclusivamente alle migrazioni dall’estero, che compensano appena il calo di popolazione dovuto al saldo naturale negativo. Per la sola popolazione straniera l’aumento è di 85.691 unità (+1,7%). Conseguentemente, se si calcola la variazione della popolazione con cittadinanza italiana, al netto delle rettifiche post-censuarie, si ottiene un valore negativo, pari a -83.616 abitanti (-0,15%). Complessivamente, la variazione della popolazione è stata determinata dalla somma delle seguenti voci di bilancio: il saldo negativo del movimento naturale, pari a -95.768 unità, il saldo positivo del movimento migratorio con l’estero, pari a 141.303, il saldo per altri motivi e per movimento interno, pari a -32.591 unità. Analizzando il bilancio per le due componenti di popolazione residente, italiana e straniera – spiega l’Istat – , si osserva che i saldi del movimento naturale e migratorio sono sempre negativi per i residenti con cittadinanza italiana e positivi per quelli con cittadinanza straniera.

Il saldo naturale negativo relativo ai soli italiani (-165.043) è quasi il doppio di quello totale, in parte bilanciato dal saldo naturale positivo della popolazione straniera residente (+69.275). Anche per quanto riguarda il saldo migratorio estero, quello relativo alla popolazione di cittadinanza italiana fa registrare una perdita di 59.580 abitanti, mentre il saldo riferito alla componente straniera mostra un guadagno di 200.891 abitanti. Va specificato che, a livello nazionale, il saldo migratorio interno risulta diverso da zero a causa dello sfasamento temporale delle registrazioni anagrafiche di iscrizione e cancellazione. Tra “gli altri motivi” di iscrizione o cancellazione i casi più frequenti sono determinati da: iscrizioni per ricomparsa di persone già cancellate per irreperibilità, iscrizione in ripristino di persone cancellate in base alla nuove legge sull’iscrizione in tempo reale, cancellazioni per irreperibilità, cancellazione per scadenza del permesso di soggiorno.