“In Italia sono 300.000 le persone con diabete tipo 1: di queste, 20.000 hanno meno di 18 anni”
“Non aver paura di dire ai tuoi amici che hai il diabete e spiega loro cos’è; tieni in tasca delle zollette di zucchero o delle caramelle in caso di ipoglicemia; fai sempre la prima colazione e ricordati di mangiare uno o due frutti tutti i giorni; pratica bene la puntura di insulina (non aver fretta!)”. Questi alcuni consigli del decalogo per una corretta gestione del diabete pediatrico di tipo 1, stilato dall’Associazione diabetici uniti Varese (Adiuvare onlus), insieme agli esperti della Clinica pediatrica universitaria varesina con l’obiettivo di favorire le capacità di autocontrollo della malattia da parte del bambino. Le 10 regole d’oro, a misura dei piccoli pazienti, sono state presentate oggi a Varese, durante un’incontro che coniuga cultura e informazione medica “Arte&Natura. A Villa Panza i bambini diabetici protagonisti”. All’iniziativa, promossa da Adiuvare in collaborazione con il Fai – con i patrocini dell’ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, dell’università degli Studi dell’Insubria e il contributo non condizionato di Ypsomed – hanno partecipato oltre 30 bambini con diabete tipo 1 e le loro famiglie. Si tratta dell’avvio di un progetto nazionale che nei prossimi mesi farà tappa in altre Regioni con il coinvolgimento di associazioni pazienti e clinici locali. L’obiettivo è quello di far scoprire ai bimbi diabetici i tesori naturalistici e artistici italiani e promuovere una migliore gestione della patologia. A Villa Panza, mentre i piccoli ospiti, guidati dalle operatrici del Fondo ambiente italiano, sono andati alla scoperta di alcune delle opere d’arte presenti nella Villa, i genitori hanno potuto seguire un corso di approfondimento e conoscere le ultime novità terapeutiche sul diabete tipo 1. Presente all’incontro anche la diciannovenne campionessa di pallavolo Alice Degradi, giocatrice della Unendo Yamamay di Busto Arsizio e diabetica di tipo 1, che ha spiegato ai bambini come sia possibile conciliare terapia e attività fisica, perché il diabete non deve essere vissuto come un limite alla passione per lo sport.
