Ecco cosa fare per salvare lo smartphone dopo che cade in acqua

E’ tempo d’estate e dunque anche di vicinanza  a fonti di acqua, il mare e la piscina diventano i nemici numero uno dei dispositivi tecnologici: ecco una guida per soccorrerli e salvarli se cadono in acqua

Parlare di cellulari definendoli come “aggeggi”, oggi giorno è denigrativo: perché gli smartphones non sono solo degli “strumenti” che servono a migliorare la vita grazie ad un insieme di servizi che offrono (come la reperibilità 24 ore su 24). Oggi, lo smartphone è qualcosa di più: è un compagno sempre presente, un amico a tutti gli effetti, con cui si passa parte del proprio tempo libero. Nell’arco di una giornata, si stima che ognuno è disposto a ritagliare dello spazio da dedicare al proprio smartphone, o meglio, alle attività virtuali che con l’aggeggio è possibile fare.

androidpit-smartphone-dropped-water-w628Molte delle persone ammettono di portarlo ovunque: si usa mentre si cammina, a bordo di mezzi pubblici, anche in bagno e perfino vicino a fonti di acqua. In spiaggia, a mare, sulla battigia, a bordo piscina e quant’altro, con l’arrivo dell’estate è molto più semplici andare incontro ad incidenti davvero scomodi che potrebbero mettere a repentaglio la salute del proprio smartphone, “porta virtuale” della propria vita social media ed i propri rapporti virtualmente esistenti. Insomma, avere il cellulare ko, di questi tempi per molte persone (seppur la maggior parte non lo ammette), significa perdere il contatto con il mondo, perdere la cognizione della società e di ciò che succede: una sensazione di sofferenza che equivale ad un senso di esclusione dalla stessa. Se dunque con  l’arrivo dell’estate c’è un maggior rischio di incidenti in acqua, si possono fare due cose: stare lontani dall’acqua ed utilizzare il proprio smartphone in tutta sicurezza, oppure continuare ad usarlo anche a mare o in piscina rischiando di rimanere senza. Ma c’è anche una terza soluzione, ovvero, se si verifica l’incidente si può correre ai ripari.

Ecco dunque la guida per “soccorrere” lo smartphone che finisce sott’acqua:

Aprite il cellulare estraendo le diverse parti smontabili. La prima cosa da fare è quella di tamponare sia la batteria sia il corpo del cellulare con un panno ben asciutto. Se invece è caduto in acqua di mare, dunque salata, occorre sciacquarlo in acqua dolce e dopo procedere con il  panno. Nella fase successiva, il dispositivo dovrà essere immerso nell’alcool puro e chiuso in un’apposita bustina di plastica.  Se fino ad oggi molti pensavano che la soluzione stava nel phon o nel riso, nulla di più sbagliato. Per quanto riguarda l’utilizzo di aria calda per tentare di asciugare le zone umide del dispositivo, nulla di più dannoso: l’aria calda infatti non va ad asciugare le particelle di acqua rimaste intrappolate all’ interno ma le danneggia invece, surriscaldandole. Neanche immergere il dispositivo in una ciotola di riso non è il rimedio più adatto. Nel riso lo smartphone infatti tende sì a perdere l’umidità, ma non si può essere sicuri al 100% che tornerà a funzionare perchè perfettamente asciutto. Invece, l’alcool puro è in grado di spingere fuori dal dispositivo le particelle di acqua e depositi minerali. Ovviamente occorre attenzione ed un giusto grado di prudenza nell’effettuare l’operazione, poiché l’alcool pure è altamente infiammabile.

In rete, spopolano milioni di consigli, più o meno veritieri, da mettere in pratica in caso di incidente “acquatico”ovvero dopo che il cellulare si è bagnato: non si può essere certi al 100% che funzionino, poichè entrano in gioco diversi fattori: lo smartphone è composto da milioni di parti minuscole (anche se non si direbbe), ed estremamente delicate. A volte, infatti, per danneggiarlo basta anche la sola umidità della propria mano quando lo si utilizza: il sudore infatti, nel tempo. penetra all’interno del dispositivo producendo quell’umidità che diventa fatale per la tecnologia.