Enciclica di Papa Francesco, Galletti: l’Italia ha molto da imparare

“Come ministro dell’Ambiente io mi sento sotto accusa”

“L’Italia si è comportata proprio nel modo che l’enciclica critica”, con queste parole il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha commentato l’Enciclica del Papa “Laudato si”. Il responsabile del dicastero dell’Ambiente in un’intervista ad ‘Avvenire’ ha dichiarato: “Come ministro dell’Ambiente io mi sento sotto accusa, non ho remore a dire questo quando il Papa parla dei disastri ambientali e cita rifiuti, bonifiche, la poca attenzione ai cambiamenti climatici, io tutte queste cose me le sento sulla pelle e mi viene in mente la ‘Terra dei fuochi’ o la discarica di Calvi Risorta in Campania che abbiamo scoperto pochi giorni fa”. “Dobbiamo imparare molto dall’Enciclica – prosegue Galletti – perché l’Italia ha tenuto proprio il comportamento che il Papa nell’Enciclica critica fortemente”. Secondo Galletti “il Papa richiama tutti, anche il singolo cittadino. Ma certo il richiamo più forte lo fa al mondo economico e alla politica, strettamente collegati. Oggi le scelte economiche e politiche debbono fare i conti con l’Ambiente. Fino oggi non è stato così. Ma bisogna farlo mettendo al centro l’uomo”. E conclude: “La risposta che noi dobbiamo dare al richiamo del Papa sarà soprattutto a Parigi 2015, e in maniera forte. Quello sarà l’evento nel quale si misurerà la responsabilità di tutti i Paesi del mondo fra i quali l’Italia. Non ci sono alternative. Il fallimento, il fatto che non esca un documento vincolante con l’approvazione di tutti i Paesi, è un’ipotesi che non prendo in considerazione. E mi rifaccio alle parole di Ban Ki Moon: ‘Non esiste un ‘piano B’ perché non esiste un ‘Pianeta B”. Parigi è l’ultima chiamata”.