L’obesità è tra le cause principali di molte malattie gravi come tumori, malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione
Un 1% di obesi in meno e si potrebbero evitare da 1 a 3 milioni di casi di tumori, malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione tra gli europei. Si avrebbero da 2 a 9 milioni di casi in meno se la riduzione dell’obesità fosse del 5%. E’ la raccomandazione ad agire, dati alla mano, contenuta nell’Easo Milan Declaration, presentata al Padiglione dell’Unione europea all’Expo di Milano dall’European Association for the Study of Obesity (Easo), Società italiana dell’obesità (Sio) e Centro per lo studio e la ricerca sull’obesità (Csro) dell’Università di Milano.

“E’ chiaro che la gestione del peso deve giocare un ruolo di primo piano nella riduzione delle malattie e della mortalità delle popolazioni in Europa e in tutto il mondo – sottolinea Gema Frühbeck, dell’Università di Navarra, Spagna, e past president Easo – La società europea per lo studio dell’obesità è determinata a fornire guida e supporto ai governi, per promuovere e sostenere azioni che riducano l’impatto del sovrappeso patologico in Europa. Occorre però uno sforzo più intenso ed efficace”. La Milan Declaration segue le orme di quella messa a punto al Congresso europeo sull’obesità sempre a Milano nel 1999, che spingeva per il riconoscimento dell’obesità come malattia e per un’azione concertata per combatterla. “Il documento di oggi – spiega Michele Carruba, past president Sio e direttore Csro – vanta un’importante novità, cioè l’adesione della società civile e delle associazioni di persone malate di obesità”. L’obesità – non va dimenticato – è “causa delle maggiori patologie cronico-degenerative – prosegue l’esperto – riducerre il numero di persone obese può evitare milioni di casi di queste malattie. La riduzione della prevalenza dell’obesità in Italia può comportare enormi risparmi in termini di sostenibilità del sistema sanitario: certo l’operazione all’inizio sicuramente comporterà una spesa, ma i risparmi previsti superano di 3 volte l’investimento effettuato”.
