Le cose da non perdere a Lecce

Non solo mare: Lecce è una delle città più belle d’Italia, tutta da scoprire. Una vera e propria gioia per gli occhi, ma non solo. Ecco un veloce elenco di cose da non perdere nella capitale del Salento

Le spiagge salentine sono un’attrazione ormai internazionale, ma Lecce ha anche tante altre cose e posti da offrire ai turisti che la scelgono come meta delle proprie vacanze. Perciò, per variare un po’ la routine delle proprie giornate oppure per trovare spunti interessanti per una capatina serale, abbiamo pensato di stilare una raccolta di otto luoghi, monumenti e sapori (insomma, genericamente “cose”) da fare, vedere e gustare in questa splendida città. Per maggiori notizie, basta cliccare sul portale LecceNews24.

Lecce021 – Il Barocco. Non possiamo non iniziare dall’arte che rende il centro storico leccese un unicum in Italia, e dunque dai palazzi e dai monumenti realizzati nello stile del Barocco, con le sue decorazioni particolari rese possibili dalle caratteristiche specifiche della pietra calcarea leccese. Il colpo d’occhio più impressionante lo offrono gli edifici comunali che circondano la cattedrale in Piazza del Duomo.

2 – Il centro. Il centro di Lecce sembra quasi una scenografia, formata da centinaia di vicoletti e stradine tortuose lungo le quali edifici sorprendentemente semplici si affacciano all’improvviso tra le facciate teatrali delle chiese, e dove ogni tanto spuntano corti piene di fiori, i palazzi, i seminari e gli edifici civili che sono impreziositi da cherubini e cornucopie barocche in pietra leccese.

3 – La Cattedrale. La Basilica di Santa Croce è uno dei capolavori forse meno conosciuti d’Italia: ci sono voluti 150 anni (e il lavoro di tre generazioni di architetti e artigiani fino al 1695) per completare questa Chiesa, ma la sua facciata barocca è una vera gioia per gli occhi, grazie al complicato sistema di balconi, archi, colonne e fregi che sono vivacizzati dalle tantissime sculture, come figure, fiori e animali. Una costruzione che ospita centinaia di forme finemente dettagliate, da leoni e draghi urlanti ad angeli che portano a croce, da creature sottomarine a conchiglie. La parte superiore della facciata ospita una meravigliosa finestra di Giuseppe Zimbalo, mentre all’interno si trova un soffitto in legno pregiato, ricostruito nel Diciannovesimo secolo, con una cupola del Sedicesimo secolo sospesa sopra il transetto.

4 – Il Campanile. Sorprendente è la parola che viene in mente a guardare il design di questo campanile – minareto, che si erge accanto alla cattedrale. Realizzato sempre da Giuseppe Zimbalo, durante la sua ristrutturazione dell’edificio tra il 1662 e il 1682, il Campanile impila piramidi e vari dispositivi barocchi uno sopra l’altro in cinque piani rastremati che vanno restringendosi fino alla torre campanaria. Ha un’altezza di oltre settanta metri, e dalla sua sommità è possibile ammirare il mare Adriatico e, se il cielo è limpido, scorgere addirittura le montagne dell’Albania.

5 – Piazza Duomo. Il tour artistico barocco si chiude in Piazza del Duomo, dalla particolare conformazione. Quest’area, infatti, è praticamente chiusa, delimitata lungo quattro lati da edifici e aperta solo da un lato. È qui che si affacciano la Cattedrale, il Palazzo Vescovile e il Seminario.

6 – L’Anfiteatro Romano. Accanto alla Piazza di Sant’Oronzo, cuore della città, si trova questa costruzione risalente al periodo della dominazione Romana databile tra il I e il II secolo d.C., scoperto agli inizi del ’900 durante la costruzione del palazzo della Banca d’Italia. Era del tutto coperto sotto la città, tanto che ancora adesso non è visibile al 100%.

7 – Il pasticciotto. Cambiando completamente genere, ci dedichiamo ora ai piaceri del gusto. E l’apoteosi qui a Lecce assume la forma un po’ bombata del pasticciotto, un dolce di pasta frolla ripieno di deliziosa crema pasticcera. Noto già dal Settecento, si dice fosse il dolce preferito del grande Frank Sinatra: se lo gusterete caldo, non potrete che concordare con la scelta del cantante.

8 – I vini. La Puglia vanta ben 26 tipologie di vini a marchio Doc, e quasi la metà di questi affonda le sue radici nel terreno fertile e soleggiato del Tacco d’Italia. Qui a Lecce sarà possibile sorseggiare soprattutto i rinomati rossi, robusti e dal sapore deciso, a partire da quelli estratti dal vitigno locale Negramaro.

Angelo Vargiu