Papa Bergoglio lancia un appello all’umanità: l’educazione e le buone abitudini nella propria vita sono la base per volere bene al pianeta ed aiutarlo a sopravvivere
Il “crescente aumento dell’uso e dell’intensita’ dei condizionatori d’aria” rappresenta un “comportamento che a volte sembra suicida”. Lo denuncia Papa Francesco nell’enciclica “Laudato si'”. “L’umanita’ – scrive – e’ chiamata a prendere coscienza della necessita’ di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano”. “E’ molto nobile – afferma Bergoglio – assumere il compito di avere cura del creato con piccole azioni quotidiane, ed e’ meraviglioso che l’educazione sia capace di motivarle fino a dar forma a uno stile di vita. L’educazione alla responsabilita’ ambientale puo’ incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potra’ mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e cosi’ via”. L’ecologia integrale, dunque, “investe anche la vita quotidiana”, in particolare in ambiente urbano dove e’ invocato nel documento “un miglioramento integrale nella qualita’ della vita umana: spazi pubblici, abitazioni, trasporti”. L’essere umano ha una grande capacita’ di adattamento e per Bergoglio “e’ ammirevole la creativita’ e la generosita’ di persone e gruppi che sono capaci di ribaltare i limiti dell’ambiente, imparando ad orientare la loro esistenza in mezzo al disordine e alla precarieta'”. Per Papa Francesco pero’ “le radici della crisi culturale agiscono in profondita’ e non e’ facile – ammette – ridisegnare abitudini e comportamenti”. L’educazione e la formazione restano sfide centrali: “ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo”; sono coinvolti tutti gli ambiti educativi, in primis “la scuola, la famiglia, i mezzi di comunicazione, la catechesi”. La partenza e’ “puntare su un altro stile di vita”, che apre anche la possibilita’ di “esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale”. E’ questo, denuncia la “Laudato si'”, cio’ che accade quando le scelte dei consumatori riescono a “modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione”. Dunque “non si puo’ sottovalutare l’importanza di percorsi di educazione ambientale capaci di incidere su gesti e abitudini quotidiane, dalla riduzione del consumo di acqua, alla raccolta differenziata dei rifiuti fino a “spegnere le luci inutili”. “Un’ecologia integrale – scrive il Pontefice – e’ fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo”. E tutto cio’ sara’ piu’ semplice a partire da uno sguardo contemplativo che viene dalla fede: “per il credente, il mondo non si contempla dal di fuori ma dal di dentro, riconoscendo i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri. Inoltre, facendo crescere le capacita’ peculiari che Dio ha dato a ciascun credente, la conversione ecologica lo conduce a sviluppare la sua creativita’ e il suo entusiasmo”. Nella “laudato si'” ritorna dunque la linea proposta nell’Evangelii Gaudium: “La sobrieta’, vissuta con liberta’ e consapevolezza, e’ liberante”. Infatti, argomenta Francesco, “la felicita’ richiede di saper limitare alcune necessita’ che ci stordiscono, restando cosi’ disponibili per le molteplici possibilita’ che offre la vita”; in questo modo diventa possibile “sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilita’ verso gli altri e verso il mondo, che vale la pena di essere buoni e onesti”. “I santi – assicura il Papa – ci accompagnano in questo cammino. San Francesco, piu’ volte citato, e’ “l’esempio per eccellenza della cura per cio’ che e’ debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia”, modello di come “sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella societa’ e la pace interiore. Ma l’enciclica ricorda anche san Benedetto, santa Teresa di Lisieux e il beato Charles de Foucauld. “Dopo la ‘Laudato si”, conclude la bella sintesi preparata per i giornalisti dalla Sala Stampa della Santa Sede, una vera propria mappa per orientarsi nelle 190 pagine del testo, articolato in sei capitoli e 250 paragrafi – l’esame di coscienza, lo strumento che la Chiesa ha sempre raccomandato per orientare la propria vita alla luce della relazione con il Signore, dovra’ includere una nuova dimensione, considerando non solo come si e’ vissuta la comunione con Dio, con gli altri e con se stessi, ma anche con tutte le creature e la natura”.
