“Già nel 1986 siamo stati i primi a raggiungere una cometa, la Halley. Un successo europeo che allora, come oggi con Rosetta e Philae, parla molto italiano”
“Straordinaria. Intanto perché è stata la prima volta che una sonda spaziale è atterrata su una cometa, cioè un corpo celeste complesso e dinamico. E il fatto che Philae risponda nuovamente ai segnali, completa il già grande successo della sonda Rosetta, che viaggia assieme alla cometa orbitando attorno ad essa. E poi consolida una tradizione tutta europea, perché già nel 1986 siamo stati i primi a raggiungere una cometa, la Halley. Un successo europeo che allora, come oggi con Rosetta e Philae, parla molto italiano”: così Umberto Guidoni, primo italiano ed europeo ad abitare la Stazione spaziale internazionale, in un’intervista al Secolo XIX. Le comete “sono corpi celesti particolari – aggiunge -, tra i più antichi del sistema solare, che potrebbero conservare ancora elementi relativi alla formazione del nostro sistema planetario, e componenti chimiche che potrebbero essere i costituenti dei mattoni della vita. Confermando quindi la teoria che la vita sulla Terra è stata portata, o seminata, con agenti biologici complessi, proprio dalle comete. La missione Rosetta è stata progettata, realizzata e lanciata anche, e soprattutto, per questi obiettivi”.
