L’affondamento della “Stella d’Oriente” è stato definito la più grande tragedia nautica della Cina contemporanea
Sale a 65 morti accertati il bilancio dell’affondamento della “Stella d’Oriente”, la nave da turismo che trasportava 456 passeggeri capovoltasi in seguito a una tempesta sul fiume Yangtze, all’altezza della provincia centrale cinese dello Hubei. Il bilancio e’ stato aggiornato dopo il ritrovamento nella notte di altri 39 corpi da parte delle squadre di soccorritori. Lo rivela la Cctv in un tweet. Le squadre si soccorso hanno cominciato a tagliare lo scafo utilizzando la fiamma ossidrica, come mostrano alcune immagini diffuse dall’agenzia Xinhua, nella speranza di trovare ancora alcuni sopravvissuti, oltre ai 14 gia’ salvati. Rimangono, al momento, circa 370 dispersi, molti dei quali in eta’ compresa tra i 50 e gli 80 anni. Le acque del fiume, nel punto in cui e’ affondata la “Stella d’Oriente” sono profonde circa 15 metri, secondo i primi rilevamenti. Intanto, un gruppo di ottanta familiari dei dispersi ha affittato un bus da Nanchino, da dove provenivano molti dei passeggeri, per giungere sul luogo dell’incidente, nella localita’ di Jianli. Nelle scorse ore, ci sono state proteste per la scarsita’ di informazioni rilasciate riguardo alla tragedia da parte dei familiari dei passeggeri, sia a Shanghai che a Nanchino. L’affondamento della “Stella d’Oriente” e’ stato definito la piu’ grande tragedia nautica della Cina contemporanea: per trovare un altro episodio simile bisogna risalire al 1948, quando era esploso un battello a vapore sul fiume Huangpu, provocando la morte di circa mille persone.
