Una nuvola di polvere desertica si prepara ad invadere i cieli della Sicilia e dell’Italia meridionale
L’avvezione di aria calda che si sta sviluppando lungo il margine più orientale del cavo d’onda giunto stamani sulle regioni settentrionali è accompagnata anche dalla risalita di un ingente quantitativo di pulviscolo e finissima polvere d’estrazione desertica. Proprio in queste ore, come viene ben evidenziato dalle ultime moviole dei satelliti, una grossa nuvola di polvere proveniente dalla regione algerina del “Grande Erg orientale” (il grande deserto sabbioso dell’Algeria orientale) si sta spingendo verso la Tunisia, per poi risalire il Canale di Sicilia e il Canale di Sardegna più orientale, per spingersi sui cieli della Sicilia, e dalla prossima notte persino sulla Calabria e su parte della Campania.
Una tempesta di sabbia e l’azione congiunta di alcune “Celle temporalesche” sul deserto del Sahara riprese dallo spazio
Questa nube di polvere nelle prossime ore, venendo agganciata in quota dalle correnti sud-occidentali attive nella media troposfera (500 hpa), inevitabilmente si muoverà in direzione del Canale di Sicilia e dell’omonima isola, comportando pesanti velature che coloreranno di giallo la coltre celeste, regalando suggestivi paesaggi sahariani, specie durante il tramonto. La presenza di queste ingenti quantitativi di polvere in sospensione segna anche il transito, nella media troposfera, di masse d’aria molto secche, d’estrazione desertica, che tendono ad inibire qualsiasi tipo di moto convettivo, dissipando gran parte della nuvolosità (a parte la presenza di banchi di cirri, cirrocumuli e cirrostrati, prodotti dalle immancabili infiltrazioni umide in quota che caratterizzato i fronti caldi).
La nuvola di polvere in arrivo sulla Sicilia evidenziata dalle frecce gialle
Le immagini del vapore acqueo anche in quest’occasione l’hanno dimostrato, raffigurando una vasta fascia di aria molto secca, che dall’Algeria e dalla Tunisia si propaga fino all’Italia meridionale. Di solito le nuvole di polvere che provengono dalla regione del Grande Erg orientale hanno un colore giallastro, tendente al marrone chiaro, e sono molto diverse dalla polvere rossa, proveniente dai deserti più interni della Cirenaica, che nel periodo autunnale ed in inverno sovente raggiunge le nostre regioni meridionali, sotto impetuosi flussi sciroccali che partono proprio dal deserto libico. Attualmente il pulviscolo desertico si sta espandendo anche al Tirreno meridionale, dove i cieli sono stati in gran parte offuscati. Parliamo di particelle di polvere microscopiche, ma ben addensate fra loro e per questo capaci di arrossare i cieli e le nuvole, specie nelle ore che precedono l’alba o il tramonto, quando i contrasti cromatici diventano molto intensi.
Il pulviscolo desertico che sta sorvolando le nostre regioni meridionali e la Sicilia nei giorni scorsi è stato sollevato dai sostenuti venti orientali che in questo periodo spazzano con una certa forza tutta l’area del Sahara, sul settore a nord della linea dell’ITCZ (“fronte di convergenza intertropicale”) attestata sull’Africa sub-sahariana, fra il sud del Mali e il Niger meridionale. In genere queste particelle di polvere, molto leggere e sottili, una volta agganciate dalle correnti ascensionali che si originano nell’area poco a nord dell’ITCZ (dove l’attività convettiva è molto forte anche per l’azione della depressione termica al suolo che spinge l’aria calda verso l’alto, fino ad una determinata quota), tendono a salire di quota aggirando dal bordo meridionale e occidentale il possente anticiclone sub-tropicale libico-algerino, che in questo periodo dell’anno dispone i propri massimi barici al suolo ed in quota sull’entroterra desertico marocchino, algerino e libico.
Quando il promontorio anticiclonico nord-africano si protende sul mar Mediterraneo (come in questo caso) queste nuvole di pulviscolo risalgono dal suo bordo occidentale per raggiungere la Spagna, il Mediterraneo, l’Italia o la Grecia. Il loro passaggio in quota di solito contribuisce a velare pesantemente i cieli o a dargli quell’aspetto lattiginoso da tutti osservato durante le tradizionali ondate di calore. Sovente le nuvole di pulviscolo che interessano il Mediterraneo e l’Europa meridionale non hanno nulla a che vedere, come estensione e durata, con quelle ciclicamente espulse dai venti di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseodi NE sopra l’area sahariana ed il Sahel), dal Sahara occidentale verso l’oceano Atlantico, dove ogni anno vanno a depositarsi ingentissimi quantitativi di polvere desertica. Basti pensare che nel mese di Giugno del 2007 dai deserti del Sahara occidentale era stata espulsa una enorme nuvola di polvere che è stata in grado di offuscare i cieli sopra l’Atlantico tropicale per svariati giorni, contribuendo a raffreddare le acque superficiali oceaniche, con un conseguente rallentamento dell’attività degli uragani.
Le nuvole di polvere che hanno invaso le nostre Isole Maggiori e le regioni più meridionali solo dalla mattinata di lunedì tenderanno ad allontanarsi verso lo Ionio e la Grecia meridionale, grazie all’ingresso dei più temperati venti dai quadranti occidentali che scacceranno la calura in direzione delle coste libiche e del basso Mediterraneo.