Dopo un periodo un po’ sottotono anche sull’ovest degli States un nuovo blocco della circolazione atmosferica, in entrata dal Pacifico settentrionale, sta per sfornare la prima intensa “heat wave” della stagione sugli Stati Uniti centro-occidentali. Proprio nel corso delle prossime ore, durante il weekend, una intensa ondata di calore investirà gli stati centro-occidentali degli USA, dall’Arizona, le zone desertiche interne della California fin verso gli stati canadesi occidentali, dove irromperà l’isoterma di +25°C a 850 hpa.

Il rialzo delle temperature nei bassi strati è determinato dall’avvezione calda dovuta all’avvezione termica, alla “compressione adiabatica” e all’elevata insolazione. In molti stati i termometri rischiano di oltrepassare la soglia dei +44°C +45°C, con picchi ben superiori nelle aree desertiche del sud-ovest. Un caldo veramente insopportabile, anche se verrà accompagnato da tassi di umidità relativa molto bassi, visto l’origine spiccatamente continentale (desertica) delle masse d’aria sub-tropicali. Il “clou” di questa forte ondata di calore, in sviluppo nel sud-ovest degli Stati Uniti, si raggiungerà proprio nei prossimi giorni, allorquando l’onda mobile di calore che si alzerà lungo il bordo ascendente del promontorio anticiclonico di blocco, in ulteriore espansione verso il territorio canadese centro-occidentale, si spingerà fino al confine canadese meridionale. Questa intensa ondata di calore non dovrebbe assumere una simile entità, ma non si può escludere la caduta di qualche record assoluto, dato il considerevole afflusso d’aria calda e secca alle quote superiori della troposfera.
L’unico disturbo verrà dato dalla ventilazione nei bassi, la quale localmente potrà impedire il raggiungimento di valori massimi eccezionalmente elevati. Ma l’area interessata sarà molto grande, ciò non toglie la caduta di alcuni record assoluti. L’intensa ondata di calore, in risalita dall’entroterra desertico messicano, rischia di trasformare l’inospitale “Death Valley” in un forno a cielo aperto. Molto probabilmente nei prossimi giorni, anche la “Death Valley”, il punto più caldo della Terra, tuttora detentore del record assoluto di caldo mondiale di +53.9°C all’ombra, rischia di sfondare il muro dei suoi primi +50°C di stagione. Non è escluso che il nuovo massimo mondiale del 2015, dopo i +50.7°C registrati nel deserto degli Emirati Arabi Uniti, possa essere nuovamente migliorato dalla mitica “Death Valley”, che potrebbe puntare verso i +51°C +52°C.
Del resto data la particolare orografia chiusa questa depressione, estesa fra il deserto della California e lo stato del Nevada, è il punto più “rovente” del nostro pianeta. Per varie volte, durante il periodo estivo, con il sole che si avvicina allo “Zenit” (raggi solari quasi perpendicolari sull’orizzonte nelle ore centrali del giorno), è possibile sfondare il muro dei +50°C all’ombra durante il periodo estivo, quando l‘intensa e prolungata insolazione diurna (cieli costantemente sereni o poco nuvolosi) unita ai bassissimi tassi di umidità relativa (5-6 %) riscaldano sensibilmente il terreno desertico, completamente spoglio di vegetazione arborea in vasti tratti (solo in inverno e in primavera, quando si verificano brevi rovesci di pioggia, la superficie desertica rifiorisce per pochi giorni), trasformando l‘area in una sorta di grande “forno“ naturale che irradia un calore veramente infernale e insopportabile.