Nel corso delle prossime ore “Blanca” potrebbe raggiungere persino la 5^ categoria Saffir-Simpson divenendo un mostro con venti a 300 km/h
Dopo “Andreas”, che ha ufficialmente inaugurato la stagione delle tempeste, sul Pacifico orientale è di nuovo massima allerta per la rapida intensificazione dell’uragano “Blanca” che a breve rischia di evolvere in un potente ciclone tropicale. Purtroppo, a differenza di “Andreas”, “Blanca”, in fase di ulteriore intensificazione sopra le calde acque superficiali del Pacifico orientale, rappresenta una seria minaccia per la Baja California.
La tempesta si è formata nei giorni scorsi, nel cuore del Pacifico orientale, a seguito dell’intensificazione di una vasta area di profonda convezione che si è staccata dal “fronte di convergenza intertropicale” (“ITCZ”), attualmente attestato tra il Golfo di Panama e il tratto di oceano Pacifico a largo delle coste di El Salvador, lì dove si concentra l’intensa attività convettiva, con lo sviluppo di frequenti “Clusters temporaleschi”. Una volta andato alla deriva l’area convettiva si è notevolmente approfondita, fino a diventare una tempesta tropicale, con un notevole rinvigorimento del “gradiente barico orizzontale” e dei venti medi sostenuti associati, che hanno oltrepassato la soglia dei 90-100 km/h nell’area perturbata centrale. La tempesta si è poi mossa su un’area idonea per lo sviluppo, caratterizzata da un debole “Wind Shear”.
Il successivo rafforzamento della circolazione ciclonica è stato indotto dal graduale spostamento del sistema depressionario tropicale verso nord, su acque superficiali molto calde, con valori superiori i +29°C +30°C, che hanno progressivamente alimentato la struttura ciclonica, facendola evolvere rapidamente fino allo status di uragani di 1^ e successivamente 2^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti cresciuti fino ai 160-170 km/h attorno l’area perturbata. I venti molto forti hanno anche prodotto un consistente moto ondoso incrociato, molto fastidioso per la navigazione marittima, con la formazione di onde ben formate, alte fino a 5-6 metri dentro l’area perturbata. In realtà, nelle ultime ore, l’uragano “Blanca” ha raggiunto temporaneamente la 3^ categoria della Saffir-Simpson, presentando dei venti medi sostenuti che hanno lambito la soglia dei 180-190 km/h, mentre la pressione centrale all’interno del ciclone è letteralmente sprofondata sotto i 950 hpa, un valore comunque non cosi particolarmente basso.
Ma nelle prossime 12-24 ore “Blanca” si muoverà sopra un vasto tratto di mare molto caldo che fornirà enormi quantità di calore latente. Questa enorme quantità di calore latente riuscirà a collaudare la convenzione su tutti i lati della circolazione depressionaria, approfondendola ulteriormente, con un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” che renderà i venti sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata. Si verrà così ad attivare il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, hanno contribuito a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che verranno alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico sud-occidentale, le cui temperature si aggirano sui +29°C +30°C.
La tempesta proprio in queste ore sta assumendo delle dimensioni davvero considerevoli, data l’aspirazione di vaste quantità di calore latente dal Pacifico orientale. Il processo di “autoalimentazione” rischia di far evolvere “Blanca” in un esplosivo uragano di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti davvero molto violenti, che hanno raggiunto la fatidica soglia dei 210-220 km/h, ma con raffiche estreme che lambiscono i 250-260 km/h nell’area attorno l’occhio centrale. Dopo essersi sensibilmente rafforzato il pericoloso ciclone di 4^ categoria Saffir-Simpson, prima di avvicinarsi alla costa di Cabo San Lucas, potrebbe raggiungere, seppure per poche ore, la 5^ categoria Saffir-Simpson, presentando una pressione centrale da capogiro sui 910 hpa e venti ciclonici violentissimi, che potranno superare la fatidica soglia dei 300 km/h nell’area attorno l’occhio centrale.
Fortunatamente “Blanca” dovrebbe scaricare tutta la sua furia distruttiva in mezzo all’oceano Pacifico, a largo delle coste messicane, dove si scateneranno furibonde tempeste di vento che solleveranno imponenti ondate di “mare vivo” che raggiungeranno picchi di oltre gli 8-9 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del potente ciclone tropicale. Questo moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, sarà molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni che possono rappresentare una minaccia per le navi di piccola e media stazza in navigazione nel tratto di oceano prossimo all’area perturbata.
Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. Ma continuando a spingersi verso nord/nord-ovest, su acque superficiali un pò più fredde a sud della Baja California, il ciclone tropicale, da sabato, dovrebbe incontrare un “Wind Shear” in quota sempre più intenso, cominciando gradualmente a perdere vigore, indebolendosi rapidamente, dalla 4^ categoria alla 2^ categoria Saffir-Simpson.
Ma nonostante l’indebolimento l’uragano “Blanca” entro il pomeriggio di domenica 7 rischia di effettuare il “landfall” sulle coste meridionali della Baja California apportando forti piogge e intensi rovesci sul settore più meridionale della Baja California, con possibili “flash floods”, accompagnati da venti molto forti e da possenti mareggiate che flagelleranno il tratto di costa attorno Cabo San Lucas. Se questa tendenza verrà confermata entro domenica intensi rovesci di pioggia, accompagnati da venti ciclonici piuttosto forti, colpiranno città come San Josè del Cabo, Todos Santos e La Paz, dove si potranno registrare accumuli pluviometrici importanti per il clima piuttosto arido e semi-desertico dell’intera area, che risente degli influssi della fredda “corrente marina della California”.