Ricerca: bando per neuroscienziati per il progetto “Human brain project”

‘Human brain project’ si propone di costruire una simulazione di funzionalità cerebrali, di caratterizzare neuropatologie e di comprendere le basi di molti aspetti cognitivi

Neuroscienziati chiamati a raccolta per dare il loro contributo al progetto ‘Human brain project’, avviato nel 2013 dall’Ue con lo scopo di mettere insieme tutte le conoscenze sul cervello umano e riprodurne il funzionamento su un supercomputer. Per i nuovi partner che saranno selezionati verranno stanziati 8 milioni di euro per il biennio 2016-2018. Il bando, a livello europeo, e’ stato presentato oggi per l’Italia nel corso di una giornata informativa all’Universita’ di Firenze. Il progetto ‘Human brain project’ prevede di mettere insieme tutte le informazioni scientifiche sul cervello, con il duplice scopo di creare supercomputer intelligenti e di trovare nuove cure per le malattie degenerative del sistema nervoso, come Alzheimer, Parkinson, epilessia e schizofrenia. Mettendo insieme le informazioni che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento delle molecole, dei neuroni e dei circuiti neuronali, ‘Human brain project’ si propone di costruire una simulazione di funzionalita’ cerebrali, di caratterizzare neuropatologie e di comprendere le basi di molti aspetti cognitivi. Il patrimonio di dati cosi’ ottenuti, messi a disposizione su piattaforme avanzate, sara’ offerto agli scienziati di tutto il mondo. I nuovi partner che saranno arruolati a seguito della ‘call’ lanciata nel corso della presentazione all’Ateneo fiorentino, saranno esperti del campo delle neuroscienze cognitive e sistemiche, che, spiega l’Universita’ di Firenze, “lavoreranno in modo trasversale ai sottoprogetti esistenti e collegheranno lo studio dei modelli teorici e la definizione delle piattaforme tecnologiche”. Complessivamente, il finanziamento europeo per ‘Human brain project’, che ha una durata prevista di 10 anni, e’ di 1,19 miliardi di euro. “La partecipazione a questa nuova call e’ un’opportunita’ per l’Italia di coinvolgere maggiormente la comunita’ neuro scientifica portando il Paese ad alti livelli di competitivita'” ha affermato Francesco Pavone, del Lens Universita’ di Firenze.