Ricerca: i nativi americani “ritrovano” il loro antenato

I ricercatori sono riusciti a sequenziare il genoma dell’Uomo di Kennewick usando il Dna estratto dall’osso di una mano

E’ parente degli Indiani d’America e non di popolazioni polinesiane l’Uomo di Kennewick, uno scheletro umano di 9mila anni fa, scoperto 19 anni nello stato di Washington. A mettere la parola fine ad una diatriba ventennale e’ stato il sequenziamento del suo genoma, completato dai ricercatori guidati da Eske Willerslev dell’universita’ di Copenhagen. Per decenni gli Indiani d’America hanno rivendicato la possibilita’ di conservarlo, mentre la comunita’ scientifica statunitense finora lo aveva classificato, tramite l’analisi del cranio, come vicino alle popolazioni di Giappone, Polinesia e perfino dell’Europa. Ora queste nuove analisi genetiche, descritte sulla rivista Nature, dimostrano invece che e’ parente dei moderni Nativi Americani tra tutte le altre popolazioni viventi. I ricercatori sono riusciti a sequenziare il genoma dell’Uomo di Kennewick usando il Dna estratto dall’osso di una mano, e mettendolo a confronto con i dati genomici mondiali, inclusi quelli di Ainu e Polinesiani. In questo modo si e’ scoperta la sua parentela con i Nativi americani. Tra questi, diversi gruppi sembrano essere discendenti di una popolazione collegata all’Uomo di Kennewick.