“La nota espressione ‘ti fuma il cervello’ non potrebbe essere meno appropriata”
Il cervello: un motore che ‘si scalda’ a riposo. Uno studio italiano pubblicato su ‘Plos One’, condotto da scienziati dell’università Statale e della Fondazione Policlinico di Milano, fa luce sui legami fra attività neuronale e aumento della temperatura. E sentenzia: “La nota espressione ‘ti fuma il cervello’ non potrebbe essere meno appropriata”. Almeno per quanto riguarda la funzione visiva, infatti, i ricercatori hanno dimostrato che quando incrementa la sua attività il cervello si raffredda, mentre si riscalda per alcuni minuti subito dopo il ritorno allo stato di riposo. Gli studiosi, guidati da Mario Rango che dirige il Centro interdipartimentale di eccellenza di tecniche avanzate e risonanza magnetica del Policlinico, hanno analizzato la temperatura cerebrale nella corteccia visiva di 20 persone sane con una ampia finestra temporale in differenti stati: a riposo, durante l’attivazione (quando lo stimolo visivo arriva alla corteccia visiva) e nel successivo recupero. L’osservazione è stata svolta grazie a un approccio combinato di stimolazione visiva e termometria spettroscopica a risonanza magnetica. Parallelamente, e nelle stesse condizioni, è stata monitorata la temperatura in una regione di controllo: il centro semiovale. Gli autori hanno osservato che la temperatura media della corteccia visiva era più alta della temperatura corporea media (37,4 gradi centigradi contro 36,6), riporta una nota dell’ateneo meneghino. Durante l’attivazione la temperatura della corteccia visiva rimaneva immutata all’inizio, mostrando successivamente un piccolo decremento (-0,20 C°). Conclusa la fase di attivazione, i ricercatori hanno verificato che la temperatura cresceva in modo consistente (+0.60 C°), tornando ai valori di partenza dopo alcuni minuti. La temperatura del centro semiovale rimaneva invece immutata in ognuna delle 3 fasi. “La scarica neuronale in sé, ossia il momento di attivazione delle funzione cerebrale – concludono gli scienziati – non costituisce quindi una sorgente maggiore di rilascio di calore nel cervello, mentre si registra una conseguenza/strascico dell’attivazione cerebrale – ovvero l’aumento della temperatura – che dura minuti prima del ritorno alle condizioni di base”.
