I nonni in famiglia inquinano meno di tutti: in testa i lombardi e toscani, ultimi i calabresi
Nonni come sempre preziosi, pazienti, saggi, fonte di utili consigli e suggerimenti. Salvatori della famiglia, quando latita lo stato sociale; educatori di nipoti, quando gli impegni di lavoro dei genitori fanno di loro un pilastro indispensabile, grandi risparmiatori perché hanno fatto i conti con la povertà e sanno cosa vuole dire la fame e l’ingegno, ma soprattutto green.

Dati che trovano conferma in Fabrizio D’Amico, direttore generale del consorzio Ecolamp (il consorzio per il recupero e lo smaltimento di apparecchiature di illuminazione): “Siamo convinti del ruolo sempre più importante svolto dai nonni all’interno dei nuclei famigliari, sia dal punto di vista delle buone pratiche quotidiane a salvaguardia dell’ambiente sia nell’educazione e trasmissione di queste buone pratiche alle generazioni più giovani. Per questo sono tra gli interlocutori principali delle campagne di sensibilizzazione rivolte alle famiglie e svolte dai consorzi come Ecolamp. Danno un contributo decisivo nella raccolta separata di oggetti che non sempre sono percepiti come da raccogliere separatamente. Sono fautori delle buone pratiche ambientali in famiglia e, non da ultimo, sono estremamente importanti per aumentare la sensibilità nei nuclei familiari.”
Ma ecco le attività nelle quali eccellono i nonni: al primo posto troviamo la raccolta differenziata, che fanno scrupolosamente utilizzando spesso i fondi di caffè e di latte andato a male per concimare i fiori. Al secondo posto il risparmio energetico, che ottengono evitando di lasciare accese troppe luci nelle stanze e indossando qualche maglia più pesante per non alzare il riscaldamento durante l’inverno. Al terzo posto troviamo il riciclo di lampadine, che sono soliti raccogliere in una vecchia scatola di scarpe per poi portarle al rivenditore sotto casa. Poi il risparmio dell’acqua, che usano con parsimonia: bevono acqua del rubinetto e non in bottiglia, per lavare i piatti sono ancora soliti scaldare nella pentola l’acqua per poi lavarsi, chiudono con il tappo il lavandino per immergere i piatti sporchi evitando di far scorrere l’acqua inutilmente.
Ma ecco la classifica dei nonni virtuosi. Anche qui in testa i nonni Lombardi con una maggiore sensibilità ecologica e attenzione all’ambiente e con una attività dedicata al riciclo e al risparmio energetico di 30 minuti al giorno. Seguono i Toscani (27 minuti), gli Emiliani (26 minuti), i Veneti (19 minuti), i Piemontesi (15 minuti), seguono Umbri e Trentini (entrambi 13 minuti). Nelle ultime posizioni Pugliesi (8 minuti), Siciliani (5 minuti) e Calabresi, che dedicano solo 2 minuti al giorno al riciclo e al risparmio. Cifre basse nel Sud dovute al fatto che tranne qualche eccezione, la raccolta differenziata in quei posti fa fatica a prendere piede.
