Pressioni sulla Food and Drug Administration negli USA per approvare un farmaco per ripristinare il piacere femminile
Il piacere sessuale non è un diritto umano? E soprattutto non lo è sia per gli uomini che per le donne, che dovrebbero poter ricorrere anche loro a una pillola per provarlo? Sono le questioni sollevate da una campagna che mira a fare pressioni sulla Food and Drug Administration (Fda), ente regolatorio americano, affinché approvi un farmaco che ripristina la libido perduta nelle donne. L’iniziativa, sostenuta dall’azienda che ha sviluppato il medicinale e da gruppi di donne (National Council of Women’s Organizations, Black Women’s Health Imperative, Jewish Women International, Association of Reproductive Health Professionals, alcuni membri del Congresso Usa), accusa la Fda di avere pregiudizi di genere nella gestione delle autorizzazioni di questo tipo di prodotti: sul mercato ci sono infatti non solo la classica ‘pillola blu’, ma altri 25 farmaci simili per aiutare gli uomini a fare sesso, ma nessuno per le donne, ricorda il’ New York Times’.
“Le donne hanno aspettato abbastanza”, dice la campagna ‘Even the Score’, che ha lanciato una petizione online che ha raccolto più di 40.000 firme. “Nel 2015, la parità di genere dovrebbe essere lo standard quando si tratta di accedere a trattamenti per le disfunzioni sessuali”, si aggiunge. Il farmaco, chiamato flibanserina, è stato respinto due volte dalla Fda sulla base del fatto che la sua efficacia sarebbe molto modesta rispetto agli effetti collaterali come sonnolenza, vertigini e nausea. Il primo rifiuto, nel 2010, è arrivato a seguito della decisione di un comitato di consulenti esterni che si opponeva all’unanimità all’approvazione. Giovedì prossimo, i consulenti saranno ancora una volta chiamati a considerare se flibanserina debba essere approvata. Sprout Pharmaceuticals, che possiede i diritti sul farmaco, ha presentato nuovi dati, tra cui uno studio che dimostra che la pillola ‘rosa’ non compromette la capacità di guida. Tuttavia, l’approvazione potrebbe dipendere dal fatto che la Fda accetti o meno di considerare i vecchi dati in una nuova luce. Una portavoce della Fda ha detto che l’agenzia “respinge fermamente le rivendicazioni di pregiudizi di genere”: al contrario, nel 2012 l’ente ha identificato la disfunzione sessuale femminile come una priorità e ha organizzato un seminario pubblico di due giorni sullo sviluppo di farmaci ad hoc lo scorso ottobre.
