Smog: 30.000 morti l’anno in Italia, se rispettassimo i limiti salveremmo almeno 11.000 vite

Emergenza smog: in Italia 30.000 decessi l’anno

Ogni anno l’inquinamento dell’aria causa oltre 400.000 morti premature nei Paesi dell’Unione Europea. Fra questi, l’Italia ha uno dei peggiori bilanci con circa 30mila decessi l’anno solo per il particolato fine (Pm 2,5), pari al 7% di tutte le morti esclusi gli incidenti. L’inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi: il rispetto dei limiti di legge salverebbe 11.000 vite all’anno. Un bilancio drammatico cui si aggiungono i costi economici: in Italia i costi collegati alla salute derivanti dall’inquinamento dell’aria si stimano fra i 47 e i 142 miliardi nel 2010. In previsione della riunione del Consiglio europeo dell’ambiente del prossimo 15 giugno, che avrà come oggetto la revisione della direttiva sui limiti alle emissioni nazionali (Nec), le associazioni che aderiscono all’European Environmental Bureau hanno scritto ai rispettivi ministri dell’ambiente per chiedere un’azione più decisa per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria in Europa.

smog torinoLegambiente e Cittadini per l’aria, insieme ad altre 13 associazioni italiane, hanno indirizzato al ministro Gian Luca Galletti una lettera che sottolinea che ”la direttiva sui limiti alle emissioni nazionali è uno strumento unico e importante per ridurre le emissioni atmosferiche in tutto il continente europeo. Mancando questa, gli sforzi messi in campo dai singoli paesi per migliorare la qualità dell’aria rischiano di essere pregiudicati dalle emissioni che provengono altrove. Una direttiva ambiziosa invece consentirà di ottenere benefici socio-economici”. Tra le richieste delle associazioni ai ministri, il rafforzamento degli impegni di riduzione delle emissioni al 2030 al fine di avere “livelli di qualità dell’aria che non comportino impatti negativi significativi e rischi per la salute umana e l’ambiente”; ulteriori impegni di riduzione delle emissioni giuridicamente vincolanti per il 2025; la garanzia di una maggiore coerenza tra gli obiettivi dei diversi atti legislativi dell’Ue in materia di aria. Secondo le associazioni, gli impegni di riduzione delle emissioni entro il 2020 e il 2030, indicati nella proposta della Commissione di revisione della direttiva Nec, sono insufficienti e devono essere anticipati. Desta preoccupazione, poi, la possibilità che il Consiglio europeo elimini dall’ambito di applicazione della direttiva il metano che secondo le associazioni deve, invece, essere presente nel testo per ridurre la formazione dell’ozono, con impegni di riduzione del metano dovrebbero essere fissati anche per il 2020 e il 2025, non solo per il 2030. In ultimo, esse sottolineano la necessità di includere il mercurio nella direttiva Nec in quanto inquinante tossico e fortemente transfrontaliero, responsabile di danni alla salute e agli ecosistemi.