I tempi sono già maturi per pensare a nuove missioni di astronauti italiani
La missione Futura di Samantha Cristoforetti e’ un successo destinato a lasciare una lunga traccia nella storia dell’Italia nello spazio: ne e’ convinto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston. Tanto che i tempi sono gia’ maturi per pensare a nuove missioni di astronauti italiani. ”Si pensa di programmare due nuovi voli, il primo nel 2017 e l’altro fra il 2018 e il 2019”, ha detto Battiston all’ANSA. ”In continuita’ con il passato – ha proseguito – l’Italia programmera’ nuove missioni, avendo a disposizione quattro astronauti del corpo europeo, cosi’ come avendo accesso alla Stazione Spaziale sia dal lato dell’Agenzia Spaziale Europea sia dal da quello della Nasa”. La missione che per quasi sette mesi ha visto la prima donna astronauta italiana al lavoro sulla Stazione Spaziale Internazionale e’, ha rilevato, il punto di arrivo di una macchina potente che, con un fatturato di 2.000 miliardi l’anno e circa 6.000 addetti pone lo spazio italiano al terzo posto in Europa, dopo Francia e Germania. ”La missione di un astronauta – ha rilevato Battiston – e’ la punta di diamante che sta a a rappresentare intera filiera dell’attivita’ spaziale di un intero Paese”. Per il presidente dell’Asi ”il grande successo e visibilita’ della missione Futura rappresentano una strategia pluriennale perseguita dall’Italia nell’investire nell’investire nelle eccellenze in materia di persone e tecnologie”. Per questo, ha proseguito, le attivita’ spaziali italiane sono di livello internazionale, insieme al fatto che in Italia e’ presente l’intera filiera del settore: dai lanciatori, con il Vega costruito dalla Avio, fino ai satelliti per l’osservazione della Terra (come la costellazione Cosmo SkyMed, della quale e’ in arrivo la seconda generazione, e la collaborazione al programma europeo Copernicus). E ancora i satelliti per le telecomunicazioni, quelli nell’orbita di Marte e quelli che esplorano gli angoli remoti del Sistema Solare, come Rosetta. Grazie a queste competenze, ha proseguito, ”l’Italia sta pianificando su medio e lungo termine, sia con l’Europa sia a livello nazionale, una serie di programmi ulteriori di potenziamento del razzo Vega, che diventa Vega C, con una maggiore potenza di lancio e in grado di lanciare satelliti piu’ pesanti in orbite piu’ lontane”. Novita’ in vista anche nel settore dei satelliti, con future costellazioni basate su piccoli satelliti ad alta tecnologia e dai costi ridotti.
