Spazio: nel 2020 la capsula IXV sarà capace di rientrare a Terra, come lo shuttle

“La navetta è anche in grado di trasportare uomini. Abbiamo fatto un passo fondamentale in questa direzione”

Se nel volo di prova dell’11 febbraio 2015 scorso ha portato a termine la sua missione rientrando in mare, la capsula IXV si prepara a ‘crescere’ per essere in grado, entro il 2020, di rientrare atterrando come un aereo. Lo ha detto il responsabile della missione per l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Giorgio Tumino, nel salone aerospaziale di Le Bourget. ”Dal punto di vista tecnologico – ha aggiunto – la navetta e’ anche in grado di trasportare uomini. Abbiamo fatto un passo fondamentale in questa direzione”. Il prototipo della IXV che ha volto e’ esposto a Le Bourget e sul suo rivestimento sono evidenti i segni delle incredibili temperature che ha incontrato rientrando nell’atmosfera. ”Dopo il recupero appare in ottima forma e ha dimostrato di avere raggiunto tutti gli obiettivi”, ha detto ancora Tumino. Costruita in Italia dalla Thales Alenia Space, la capsula di rientro IXV (Intermediate Experimental Vehicle e’ pronta ad affrontare la sua evoluzione. Si sta lavorando alla seconda fase del progetto, che prevede una capsula di rientro riutilizzabile da lanciare con il lanciatore che rappresenta l’evoluzione di Vega, il Vega C che volera’ per la prima volta nel 2018. Lo sviluppo della prossima IXV rientra nel programma Pride, al quale l’Italia partecipa con Francia, Gran Bretagna, Spagna, Romania, Portogallo, Irlanda, Svizzera e Svezia. Finora e’ stato completata a prima fase e possono partire le attivita’ industriali. E’ confermata, ha proseguito Tumino, la capacita’ di portare in orbita carichi fino a 200 o 300 chilogrammi, come satelliti scientifici o strumenti e materiali destinati alle ricerche a bordo della Stazione Spaziale. Si prepara quindi il progetto da presentare alla conferenza ministeriale dell’Esa del 2016, che prevede un costo complessivo di 200 milioni. L’obiettivo e’ far volare la navetta e farla rientrare con un atterraggio, in modo da poterla riutilizzare per tre o cinque missioni.